Acquisiti da Sosteneo (Generali) quattro impianti in Lombardia, con una capacità complessiva di circa 1.500 smc. Ampliato da MOL il biogas plant di Szarvas con nuovo impianto da 7 mln Sm³/anno. Installato da Edison, in provincia di Alessandria, il primo impianto agricolo da 4 mln Sm³/anno. R.L.
Grazie a nuovi investimenti, acquisizioni e riconversioni industriali, il biometano sta accelerando costantemente il proprio percorso di crescita in Italia e in Europa. Utilities e gruppi energetici puntano ormai sempre di più sulla valorizzazione degli scarti agricoli e sull’aumento della produzione di energia a basse emissioni.
In questo contesto si inseriscono le recenti operazioni annunciate da Sosteneo, MOL ed Edison: dalla riconversione di asset biogas in Lombardia all’espansione della produzione in Ungheria, fino all’avvio del primo impianto agricolo di biometano di Edison in Piemonte. Progetti che confermano il crescente ruolo del biometano nelle strategie europee di decarbonizzazione.
Sosteneo (Generali) acquisisce quattro impianti in Lombardia
Sosteneo, società del gruppo Generali Investments, ha siglato un accordo per acquisire il 100% di un portafoglio di progetti a biometano agricolo situati in Lombardia, nell’ambito del primo fondo flagship della società e di un veicolo di co-investimento. E' quanto si legge in un comunicato stampa della compagnia.
Il portafoglio comprende quattro impianti con una capacità complessiva di circa 1.500 smc. Tutti i progetti risultano completamente autorizzati e attualmente in costruzione, con l’avvio delle operazioni commerciali previsto entro la metà del 2026.
Gli impianti beneficiano dell’accesso al sistema incentivante italiano per il gas rinnovabile attraverso le aste del GSE, garantendo una visibilità di lungo periodo sui ricavi. L’approvvigionamento delle materie prime è assicurato da accordi pluriennali con operatori agricoli locali, a supporto della stabilità operativa e della mitigazione del rischio di approvvigionamento.
Biometano e infrastrutture clean energy al centro della strategia di investimento
Il biometano rappresenta un vettore sempre più rilevante nella strategia italiana ed europea di decarbonizzazione e sicurezza energetica, sostenuto da politiche industriali orientate alla crescita della produzione domestica di gas rinnovabile e alla riduzione della dipendenza dalle importazioni.
L’operazione segna l’ultimo investimento del primo fondo flagship di Sosteneo, completamente allocato in poco più di tre anni. Il portafoglio è stato costruito con un focus su asset infrastrutturali “ready-to-build” nel settore delle energie pulite, supportati da flussi di cassa contrattualizzati e prevedibili.
Fund I quasi completamente operativo e avvio del nuovo fondo flagship
Secondo la società, circa l’80% degli asset del fondo è oggi operativo e genera reddito, contribuendo alla distribuzione semestrale dei rendimenti agli investitori. Parallelamente, Sosteneo sta portando avanti il secondo fondo flagship, che ha già completato il primo closing e prosegue nella stessa strategia di investimento, supportata da una pipeline di opportunità in fase avanzata.
"Questo investimento segna il nostro ingresso nel settore del biometano in Italia in una fase di transizione verso una scala industriale degli investimenti", ha dichiarato Federica Gallina, Partner e Head of Investment and Asset Management di Sosteneo, sottolineando il ruolo della chiarezza regolatoria e della struttura incentivante nel supportare la bancabilità degli asset.
"Il completamento del Fund I rappresenta un traguardo importante per Sosteneo e per i nostri clienti", ha aggiunto Umberto Tamburrino, Managing Partner e CEO di Sosteneo, evidenziando come il portafoglio stia performando in linea con le aspettative e come la strategia prosegua con il nuovo fondo.
MOL amplia biogas di Szarvas con nuovo impianto da 7 mln Sm³/anno
MOL Group rafforza il proprio portafoglio di energie rinnovabili con l’espansione del biogas plant di Szarvas, in Ungheria, attraverso la realizzazione di un’unità dedicata alla produzione di biometano. Il progetto, annunciato dall'azienda in una nota, consentirà di trasformare il biogas prodotto in loco in gas ad elevata purezza, idoneo all’immissione nella rete nazionale del gas naturale.
L’impianto, la cui entrata in esercizio è prevista entro la fine del 2026, produrrà oltre 7 milioni di metri cubi di biometano all’anno, contribuendo alla sostituzione del gas fossile nella rete e rafforzando la componente rinnovabile del mix energetico nazionale. Si tratta del primo impianto a biometano del gruppo e del terzo operativo in Ungheria.
Upgrading del biogas e integrazione nella strategia low carbon
Il biogas, ottenuto dalla decomposizione di matrici organiche come residui agricoli, letame e scarti alimentari, sarà sottoposto a processi di purificazione per la rimozione di anidride carbonica e altre componenti, generando biometano ad alto contenuto energetico e certificato secondo standard ISCC. La produzione prevista è equivalente al consumo annuo di circa 8.500 famiglie.
Nel quadro della strategia “SHAPE TOMORROW 2030+”, l’investimento si inserisce nel percorso di sviluppo delle attività low carbon del gruppo e punta a valorizzare le sinergie tra settore energetico e filiera agricola, particolarmente rilevante nell’Europa centro-orientale dove la disponibilità di biomasse e infrastrutture gas rende il biomethane una soluzione strategica.
Attualmente il sito di Szarvas, acquisito da MOL Group nel 2023, produce biogas utilizzato per la generazione di energia elettrica e calore attraverso cogenerazione, con una capacità elettrica di circa 4 MW e una produzione annua di quasi 24 GWh di energia verde. L’impianto tratta ogni anno oltre 40.000 tonnellate di rifiuti organici industriali, circa 53.000 tonnellate di reflui zootecnici e circa 18.000 tonnellate di substrati agricoli, generando complessivamente fino a 12 milioni di metri cubi di biogas.
Strategia di crescita e replicabilità del modello Szarvas
Secondo Ádám Horváth, Vice Presidente New and Sustainable Businesses di MOL Group, il nuovo investimento rappresenta una risposta concreta al cosiddetto “energy trilemma”, contribuendo simultaneamente alla sicurezza energetica, alla sostenibilità e alla competitività dei costi. Il manager ha inoltre sottolineato la necessità di un quadro regolatorio chiaro e di una maggiore cooperazione tra settore agricolo ed energetico per valorizzare appieno il potenziale del biometano.
L’azienda prevede inoltre di utilizzare l’esperienza maturata nello sviluppo del sito di Szarvas per valutare future acquisizioni e nuovi progetti greenfield nell’ambito delle energie rinnovabili, rafforzando ulteriormente la propria strategia di transizione energetica.

Edison: al via primo impianto agricolo da 4 mln Sm³/anno
4 milioni di metri cubi di gas rinnovabile all’anno. È questa la capacità produttiva dell’impianto di biometano da biomasse agricole Eli Fraschetta, in provincia di Alessandria, avviato da Edison e collegato alla rete di trasporto nazionale, di cui si legge in un comunicato stampa della compagnia.
L’impianto nasce da un intervento di riconversione da biogas a biometano che ha consentito di raddoppiare la capacità produttiva, rafforzando il contributo del sito alla filiera dei gas rinnovabili e agli obiettivi di decarbonizzazione del gruppo.
Processo produttivo e benefici ambientali
Il biometano viene prodotto attraverso un processo di digestione anaerobica delle biomasse agricole seguito da purificazione del biogas. Il risultato è un gas rinnovabile del tutto equivalente al gas naturale, immesso nella rete energetica nazionale senza necessità di infrastrutture dedicate.
Secondo Edison, la produzione annua del nuovo impianto è in grado di soddisfare il fabbisogno energetico medio di circa 3.500 famiglie e di evitare l’emissione di circa 10.000 tonnellate di CO₂ all’anno rispetto all’utilizzo di fonti fossili.
Strategia Edison e sviluppo dei gas rinnovabili
"Il biometano rappresenta per Edison un asse strategico di investimento per i prossimi anni. È una soluzione efficace per la decarbonizzazione dei consumi dei settori “hard to abate” e consente un percorso virtuoso di economia circolare sul territorio. Progetti come questo contribuiranno ad aumentare la quota di gas verdi nel portafoglio di Edison in sinergia con gli altri business del Gruppo" ha dichiarato Fabrizio Mattana, EVP Gas Asset di Edison.
L’avvio dell’impianto si inserisce nella strategia di Edison di crescita nel comparto dei gas rinnovabili, con l’obiettivo di valorizzare le filiere agricole e accelerare il processo di transizione energetica.
R.L.


