Biometano: Edison, Sosteneo e MOL accelerano lo sviluppo del settore

22 mag 2026
Acquisiti da Sosteneo (Generali) quattro impianti in Lombardia, con una capacità complessiva di circa 1.500 smc. Ampliato da MOL il biogas plant di Szarvas con nuovo impianto da 7 mln Sm³/anno. Installato da Edison, in provincia di Alessandria, il primo impianto agricolo da 4 mln Sm³/anno. Articolo di Rossella Lettieri

Grazie a nuovi investimenti, acquisizioni e riconversioni industriali, il biometano sta accelerando costantemente il proprio percorso di crescita in Italia e in Europa. Utilities e gruppi energetici puntano ormai sempre di più sulla valorizzazione degli scarti agricoli e sull’aumento della produzione di energia a basse emissioni.

In questo contesto si inseriscono le recenti operazioni annunciate da Sosteneo, MOL ed Edison: dalla riconversione di asset biogas in Lombardia all’espansione della produzione in Ungheria, fino all’avvio del primo impianto agricolo di biometano di Edison in Piemonte. Nel complesso, le iniziative mostrano alcune delle principali modalità attraverso cui il settore sta aumentando la disponibilità di biometano: acquisizione di progetti già autorizzati, trasformazione di impianti a biogas e sviluppo di nuove capacità produttive.

Sosteneo (Generali) acquisisce quattro impianti in Lombardia

Sosteneo, società del gruppo Generali Investments, ha raggiunto un accordo per l’acquisizione del 100% di un portafoglio composto da quattro progetti di biometano agricolo localizzati in Lombardia. L’operazione rientra nel primo fondo flagship della società e in un veicolo di co-investimento. Lo rende noto la stessa società in un comunicato.

I quattro impianti hanno una capacità complessiva indicata in circa 1.500 smc e sono attualmente in fase di costruzione. I progetti risultano già autorizzati e, secondo quanto comunicato da Sosteneo, l’entrata in esercizio commerciale è prevista entro la metà del 2026. I siti potranno beneficiare del sistema italiano di incentivi destinato alla produzione di gas rinnovabile, attraverso le aste del GSE. La struttura incentivante dovrebbe quindi fornire una maggiore visibilità sui ricavi degli impianti nel periodo di operatività.

Per quanto riguarda invece l’approvvigionamento delle materie prime, la società segnala la presenza di accordi pluriennali con operatori agricoli locali. La disponibilità di biomasse rappresenta infatti un elemento rilevante per la continuità produttiva degli impianti a biometano agricolo e per la gestione del rischio legato alla fornitura delle matrici organiche.

Biometano e infrastrutture clean energy al centro della strategia di investimento

l biometano è considerato dalle istituzioni e dagli operatori del settore una delle tecnologie utilizzabili per ridurre le emissioni associate ai consumi di gas e diversificare le fonti di approvvigionamento energetico. La produzione da matrici agricole e residui organici consente inoltre di collegare la filiera energetica a quella agroalimentare, attraverso il recupero di materiali destinati alla produzione di gas rinnovabile.

Per Sosteneo, l’acquisizione dei quattro impianti lombardi rappresenta l’ultimo investimento effettuato nell’ambito del primo fondo flagship, la cui dotazione risulta quindi interamente allocata dopo poco più di tre anni dall’avvio. La strategia del fondo è stata rivolta ad asset infrastrutturali nel comparto delle energie pulite, con particolare attenzione a progetti in fase avanzata di sviluppo e caratterizzati da ricavi contrattualizzati.

Fund I quasi completamente operativo e avvio del nuovo fondo flagship

Secondo i dati forniti dalla società, circa l’80% degli asset del primo fondo è attualmente operativo e genera ricavi. Il completamento dell’allocazione del Fund I coincide con la prosecuzione dell’attività di raccolta e investimento attraverso il secondo fondo flagship, che ha già effettuato il primo closing.

Sosteneo segnala inoltre una pipeline di ulteriori opportunità di investimento in fase avanzata, mantenendo l'attenzione su infrastrutture legate alla transizione energetica e su progetti caratterizzati da una fase di sviluppo sufficientemente matura.

"Questo investimento segna il nostro ingresso nel settore del biometano in Italia in una fase di transizione verso una scala industriale degli investimenti", ha dichiarato Federica Gallina, Partner e Head of Investment and Asset Management di Sosteneo, sottolineando il ruolo della chiarezza regolatoria e della struttura incentivante nel supportare la bancabilità degli asset.

"Il completamento del Fund I rappresenta un traguardo importante per Sosteneo e per i nostri clienti", ha aggiunto Umberto Tamburrino, Managing Partner e CEO di Sosteneo, evidenziando come il portafoglio stia performando in linea con le aspettative e come la strategia prosegua con il nuovo fondo.

MOL amplia biogas di Szarvas con nuovo impianto da 7 mln Sm³/anno

MOL Group ha annunciato l’ampliamento del proprio impianto di biogas di Szarvas, in Ungheria, con la realizzazione di una nuova unità destinata alla produzione di biometano. L’intervento, annunciato dall'azienda in una nota, consentirà di sottoporre il biogas prodotto nel sito a un processo di upgrading, così da ottenere un gas con caratteristiche compatibili con l’immissione nella rete nazionale del gas naturale.

L’entrata in esercizio della nuova unità è prevista entro la fine del 2026. A regime, l’impianto dovrebbe produrre oltre 7 milioni di metri cubi di biometano all’anno. Per MOL si tratta del primo impianto dedicato alla produzione di biometano e del terzo sito del gruppo attualmente operativo nel comparto del biogas in Ungheria.

La nuova capacità produttiva permetterà di destinare alla rete un gas rinnovabile ottenuto a partire dalle biomasse trattate nello stabilimento, riducendo il ricorso a gas di origine fossile per una quota dei consumi.

Upgrading del biogas e integrazione nella strategia low carbon

Il biogas utilizzato a Szarvas deriva dalla decomposizione di diverse tipologie di matrici organiche, tra cui residui agricoli, reflui zootecnici e scarti dell’industria alimentare. Attraverso il processo di upgrading vengono separate l’anidride carbonica e altre componenti presenti nel biogas, aumentando la concentrazione di metano fino a ottenere un prodotto destinato all’immissione nella rete. Il biometano prodotto sarà certificato secondo gli standard ISCC. La capacità prevista corrisponde secondo MOL al consumo energetico annuale di circa 8.500 famiglie.

Nel quadro della strategia “SHAPE TOMORROW 2030+”, l’investimento si inserisce nel percorso di sviluppo delle attività low carbon del gruppo e punta a valorizzare le sinergie tra settore energetico e filiera agricola, particolarmente rilevante nell’Europa centro-orientale dove la disponibilità di biomasse e infrastrutture gas rende il biomethane una soluzione strategica.

Il sito di Szarvas, acquisito da MOL Group nel 2023, produce attualmente biogas destinato alla generazione combinata di elettricità e calore. L’impianto dispone di una capacità elettrica di circa 4 MW e genera quasi 24 GWh di energia all’anno.

La struttura tratta annualmente più di 40.000 tonnellate di rifiuti organici industriali, circa 53.000 tonnellate di reflui zootecnici e circa 18.000 tonnellate di substrati agricoli. Complessivamente, il sito può arrivare a produrre fino a 12 milioni di metri cubi di biogas all’anno.

Strategia di crescita e replicabilità del modello Szarvas

L’esperienza maturata con il progetto di Szarvas potrebbe essere utilizzata da MOL anche per valutare ulteriori interventi nel settore. La società ha infatti indicato la possibilità di analizzare future acquisizioni e nuovi progetti greenfield nel comparto delle energie rinnovabili, facendo leva sulle competenze sviluppate nella gestione dell’impianto ungherese.

L’espansione della produzione di biometano viene inoltre collegata da MOL alla necessità di conciliare tre fattori: sicurezza degli approvvigionamenti, riduzione dell’impatto ambientale e sostenibilità economica degli investimenti. In questo quadro, la disponibilità di biomasse e di infrastrutture adeguate resta uno degli elementi che possono condizionare lo sviluppo di nuovi progetti.

Secondo Ádám Horváth, Vice Presidente New and Sustainable Businesses di MOL Group, il nuovo investimento rappresenta una risposta concreta al cosiddetto “energy trilemma”, contribuendo simultaneamente alla sicurezza energetica, alla sostenibilità e alla competitività dei costi. Il manager ha inoltre sottolineato la necessità di un quadro regolatorio chiaro e di una maggiore cooperazione tra settore agricolo ed energetico per valorizzare appieno il potenziale del biometano.

Edison: al via primo impianto agricolo da 4 mln Sm³/anno

Infine, Edison ha avviato in Piemonte il proprio primo impianto agricolo per la produzione di biometano. Si tratta dell’impianto Eli Fraschetta, in provincia di Alessandria, progettato per produrre circa 4 milioni di metri cubi di gas rinnovabile all’anno e collegato alla rete nazionale di trasporto.

Il progetto, annunciato dalla società in un comunicato, deriva dalla riconversione di un precedente impianto a biogas. L’intervento ha consentito di modificare il processo produttivo e di raddoppiare la capacità destinata alla produzione di gas rinnovabile, destinando il biometano ottenuto all’immissione nella rete.

Processo produttivo e benefici ambientali

La produzione del biometano parte dalla digestione anaerobica di biomasse agricole. Il biogas ottenuto viene quindi sottoposto a un processo di purificazione che ne aumenta la concentrazione di metano e consente di ottenere un gas con caratteristiche equivalenti a quelle del gas naturale, utilizzabile attraverso le infrastrutture di trasporto già esistenti.

Secondo le stime fornite da Edison, la produzione annuale dell’impianto può coprire il fabbisogno energetico medio di circa 3.500 famiglie. La società stima inoltre una riduzione delle emissioni pari a circa 10.000 tonnellate di CO₂ all’anno rispetto a uno scenario basato sull’impiego di fonti fossili.

La riconversione dell’impianto rappresenta quindi un intervento sulla capacità produttiva esistente, attraverso il passaggio dalla generazione di energia a partire dal biogas alla produzione di biometano destinato alla rete nazionale.

Strategia Edison e sviluppo dei gas rinnovabili

"Il biometano rappresenta per Edison un asse strategico di investimento per i prossimi anni. È una soluzione efficace per la decarbonizzazione dei consumi dei settori “hard to abate” e consente un percorso virtuoso di economia circolare sul territorio. Progetti come questo contribuiranno ad aumentare la quota di gas verdi nel portafoglio di Edison in sinergia con gli altri business del Gruppo" ha dichiarato Fabrizio Mattana, EVP Gas Asset di Edison.

L’avvio dell’impianto si inserisce nella strategia di Edison di crescita nel comparto dei gas rinnovabili, con l’obiettivo di valorizzare le filiere agricole e accelerare il processo di transizione energetica.

Le tre operazioni descritte mostrano approcci differenti allo sviluppo del biometano. Nel complesso, i progetti interessano sia la produzione di nuovo biometano sia la riconversione di capacità già esistente e si collocano in un mercato influenzato dalla disponibilità di incentivi, dalla possibilità di collegamento alla rete del gas e dall’accesso alle biomasse. Per gli operatori, questi elementi rappresentano condizioni rilevanti per la sostenibilità economica e operativa dei nuovi investimenti.

Lo sviluppo del comparto resta quindi legato, oltre che alle decisioni di investimento delle singole società, anche all’evoluzione del quadro regolatorio e degli strumenti di sostegno alla produzione di gas rinnovabile.

Articolo a cura di Rossella Lettieri