Data center, le aziende puntano su teleriscaldamento, AI e supercalcolo

27 ago 2026
A2A ed Equinix recupereranno 225 GWh annui di calore dai data center di Settimo Milanese, destinandoli alla rete di teleriscaldamento di Milano. Schneider Electric e AMD hanno invece sviluppato un Reference Design per AI Factory ad alta densità, con rack fino a 246 kW e un PUE fino a circa 1,12. Eni, infine, apre a imprese, startup e centri di ricerca le capacità di supercalcolo dei sistemi HPC6 e HPC7, che insieme consentono di superare la soglia dell'Exascale. Articolo di Rossella Lettieri

I data center stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nella trasformazione energetica e digitale, spingendo le aziende a sviluppare soluzioni capaci di coniugare crescita dell'AI, efficienza delle infrastrutture e sostenibilità.

In questo scenario si inseriscono tre recenti iniziative: A2A ed Equinix puntano sul recupero del calore dei data center per il teleriscaldamento, Schneider Electric e AMD sviluppano infrastrutture ad alta efficienza per l’AI, mentre Eni apre a imprese e ricerca le capacità di supercalcolo dei propri HPC6 e HPC7.

A2A ed Equinix recuperano 225 GWh/a dai data center

Trasformare il calore prodotto dai data center in una risorsa energetica per la città. È l’obiettivo del progetto sviluppato da A2A ed Equinix, che punta a recuperare il calore generato dalle infrastrutture informatiche e a immetterlo nella rete di teleriscaldamento di Milano. L’iniziativa, annunciata da A2A, prevede la realizzazione di un Energy Center in grado di recuperare fino a 225 GWh di energia termica all’anno.

Il progetto rappresenta una delle principali applicazioni in Italia dei principi di economia circolare al settore digitale: il calore normalmente disperso dai server del campus Equinix di Settimo Milanese verrà infatti recuperato e trasformato in una fonte energetica destinata al territorio.

Il progetto: 225 GWh di calore recuperato ogni anno

Il sistema prevede un ruolo diretto di Equinix nella progettazione e nella gestione delle infrastrutture necessarie a trasferire il calore prodotto all’interno del campus. Saranno coinvolti anche i clienti del data center, le cui apparecchiature informatiche rappresentano la fonte del calore che verrà successivamente recuperato.

Dal campus, l’energia termica sarà trasferita al nuovo Energy Center, che A2A realizzerà nelle immediate vicinanze. Qui il calore verrà trattato e valorizzato attraverso quattro grandi pompe di calore, con una potenza complessiva di 72 MW. Il sistema sarà inoltre dotato di due serbatoi per l’accumulo termico, ciascuno con una capacità di 6.000 metri cubi, e di una rete dedicata al trasporto dell’energia verso la rete urbana.

Una volta operativo a pieno regime, l’impianto consentirà di recuperare circa 225 GWh di calore ogni anno. Secondo le stime, questo permetterà di incrementare di circa il 20% la quantità di calore decarbonizzato distribuita attraverso la rete di teleriscaldamento milanese del Gruppo A2A.

L’energia recuperata potrà coprire il fabbisogno di riscaldamento di oltre 21.000 abitazioni, evitando ogni anno l’emissione di più di 345.000 tonnellate di CO₂. Una riduzione equivalente, secondo le stime indicate, alla capacità di assorbimento di circa 220.000 alberi.

L’intervento non si limiterà al recupero del calore. A2A prevede infatti anche un ampliamento della rete di teleriscaldamento di Milano, necessario per distribuire l’energia recuperata dai data center in un'area più ampia della città. Il calore potrà così raggiungere non solo le zone centrali, ma anche quelle periferiche, interessando anche alcuni dei luoghi più rappresentativi di Milano, tra cui il Duomo e Palazzo Reale.

Data center ed energia: la sinergia tra innovazione e sostenibilità

"I data center rappresentano infrastrutture strategiche per la competitività del sistema Paese e per sostenere la trasformazione digitale dell’economia. La loro crescita richiede modelli capaci di coniugare innovazione tecnologica, efficienza energetica e sostenibilità ambientale. In questa prospettiva, il recupero del calore costituisce una leva fondamentale per massimizzare il valore degli hub digitali e accelerare il percorso di decarbonizzazione delle città", ha dichiarato Renato Mazzoncini, AD di A2A.

Per Adaire Fox-Martin, CEO e Presidente di Equinix, la partnership rappresenta un esempio di integrazione tra infrastrutture digitali e obiettivi locali di sostenibilità: "Mettendo a disposizione delle abitazioni e dei residenti locali l’energia termica prodotta dalle nostre attività, eliminiamo gli sprechi e accompagniamo Milano verso un futuro a basse emissioni di carbonio".

"Il calore in eccesso è un sottoprodotto della potenza di calcolo necessaria per la trasformazione digitale e l’intelligenza artificiale, ma, quando lo ridistribuiamo nelle aree attorno ai nostri data center, possiamo creare un enorme valore per le comunità", ha aggiunto Emanuela Grandi, Managing Director di Equinix Italia.

L’intesa - si legge nella nota - si inserisce nel percorso già intrapreso da A2A per recuperare il calore prodotto dai data center e aumentare l’integrazione di fonti decarbonizzate nelle proprie reti di teleriscaldamento. La collaborazione con Equinix punta quindi a sviluppare un modello industriale in cui innovazione digitale, efficienza nell’utilizzo dell’energia ed economia circolare possano procedere insieme, contribuendo a rendere le città più sostenibili e resilienti dal punto di vista energetico.

Schneider Electric e AMD lanciano il primo Reference Design per AI Factory ad alta efficienza energetica

Sulla stessa scia, Schneider Electric e AMD hanno presentato il primo Reference Design sviluppato e validato congiuntamente per la soluzione rack-scale AMD Helios, con l’obiettivo di rendere più rapida e semplice la realizzazione delle AI Factory di nuova generazione. Il progetto, come spiegato da Schneider Electric in un comunicato, nasce per offrire un modello infrastrutturale già validato e replicabile, pensato per affrontare le esigenze dei carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale.

La soluzione mette a disposizione un framework scalabile per la realizzazione di ambienti AI ad alta densità, con l’obiettivo di ridurre tempi di sviluppo, complessità progettuali e rischi legati all’implementazione. La partnership combina le competenze di AMD nel campo delle piattaforme di calcolo per l’intelligenza artificiale con l’esperienza di Schneider Electric nelle tecnologie per l’alimentazione, il raffreddamento e la gestione delle infrastrutture dei data center.

Il Reference Design è il primo modello progettato per supportare carichi AI ad alta densità sulla piattaforma AMD Helios, che comprende GPU AMD Instinct MI455X, CPU AMD EPYC di sesta generazione, schede di rete AMD Pensando Vulcano e l’ecosistema software open source ROCm.

Rack ad alta densità e infrastrutture scalabili

L'aumento della domanda di capacità computazionale legata all’AI sta modificando le esigenze dei data center, chiamati a gestire livelli sempre più elevati di potenza elettrica, calore e densità di elaborazione, mantenendo al tempo stesso flessibilità e affidabilità. Il nuovo Reference Design è stato sviluppato per rispondere a queste necessità, mettendo a disposizione di progettisti e operatori un’infrastruttura già testata e predisposta per applicazioni AI.

Il modello consente di realizzare rack con una densità fino a 246 kW e di scalare l’infrastruttura attraverso cluster modulari che, nelle installazioni greenfield, possono arrivare a 10,4 MW di carico IT. Il progetto prende in considerazione quattro componenti fondamentali dell’infrastruttura: alimentazione elettrica, raffreddamento, spazio dedicato ai sistemi IT e gestione dell’intero ciclo di vita.

Un elemento centrale è rappresentato dal sistema di gestione termica. Il Reference Design integra infatti soluzioni di raffreddamento a liquido basate sulle unità CDU (Coolant Distribution Unit) di Motivair by Schneider Electric, insieme a configurazioni ibride aria/liquido capaci di dissipare fino all’84% del calore generato.

La progettazione segue inoltre un approccio digital-first, con l’impiego di strumenti di simulazione come CFD ETAP ed EcoStruxure IT Design. Queste tecnologie consentono di analizzare il comportamento dell’infrastruttura in tempo reale e di supportare attività di manutenzione predittiva basate sull’AI, oltre a ottimizzare le prestazioni dei sistemi di alimentazione, raffreddamento e calcolo.

Tra le funzionalità previste rientra anche il Digital Twin elettrico, che permette di simulare e monitorare il funzionamento dell’infrastruttura, insieme all’integrazione con AVEVA Unified Operations Center, destinata a fornire una gestione operativa end-to-end. Sul fronte dell’efficienza, il Reference Design punta inoltre a contenere i consumi energetici delle infrastrutture AI, con la possibilità di raggiungere un PUE (Power Usage Effectiveness) di circa 1,12 a pieno carico.

Il progetto è stato infine validato sulla base degli standard ANSI per le installazioni negli Stati Uniti. L’obiettivo dichiarato è ampliare successivamente il framework anche agli standard IEC, così da renderne possibile l’adozione in implementazioni AI su scala globale.

Eni, supercalcolo oltre la soglia Exascale: aperte a imprese e ricerca le capacità HPC di Green Data Center

Per portare le capacità di supercalcolo oltre la soglia dell’Exascale e metterle a disposizione di imprese, startup e centri di ricerca, insieme a competenze specialistiche e strumenti per sviluppare nuove applicazioni di IA, infine, Eni ha presentato un nuovo progetto con cui aprire al mercato il proprio ecosistema di supercalcolo, rendendo accessibili risorse computazionali avanzate per attività di ricerca e innovazione.

L’iniziativa, annunciata dal Gruppo in una nota, prende le mosse dall’esperienza costruita da Eni dal 2013 con il Green Data Center, infrastruttura nata per supportare il calcolo ad alte prestazioni e che nel tempo ha permesso all’azienda di sviluppare competenze nella progettazione, nella gestione e nell’utilizzo di sistemi digitali avanzati.

HPC6 e HPC7, AI, dati e innovazione

All’interno del Green Data Center sono oggi operativi i supercalcolatori HPC6 e HPC7. La loro capacità combinata consente a Eni di oltrepassare la soglia dell’Exascale, collocando il Gruppo tra le realtà industriali dotate della maggiore capacità di supercalcolo al mondo.

Le infrastrutture vengono impiegate per applicazioni di High Performance Computing e intelligenza artificiale in diversi settori industriali ed energetici. Disporre internamente di una simile capacità computazionale permette inoltre a Eni di contenere i costi, mantenere maggiore flessibilità nella gestione delle risorse e proteggere dati, algoritmi e competenze sviluppati dall’azienda.

Il nuovo progetto punta ora a estendere queste capacità anche a soggetti esterni. L’accesso al supercalcolo Eni sarà infatti reso possibile attraverso servizi basati sull’intelligenza artificiale, offrendo a partner e clienti la possibilità di utilizzare infrastrutture, dati e modelli in un ambiente progettato per garantire sicurezza e competitività.

Le risorse computazionali potranno essere impiegate per la creazione e l’addestramento di nuovi modelli AI, simulazioni avanzate e applicazioni che richiedono elevate capacità di calcolo, con l’obiettivo di ridurre i tempi necessari per portare le soluzioni sul mercato.

Hanno già manifestato interesse per l’iniziativa Domyn, Mercuria, Dompé, Almawave, Reply e Fondazione Bruno Kessler. L’ecosistema resterà aperto anche ad altri soggetti, che potranno proporre nuovi progetti da sviluppare insieme a Eni. L’espansione delle infrastrutture digitali del Gruppo si inserisce infine nel quadro della partnership con Khazna Data Centers, finalizzata alla realizzazione di un AI Data Center Campus di nuova generazione.

Articolo a cura di Rossella Lettieri