Le risorse sosterranno 13 interventi in nove Comuni della Puglia, in provincia di Foggia, mentre in Sicilia finanzieranno cinque opere nei territori maggiormente esposti a frane e instabilità dei versanti. Obiettivo: rafforzare la prevenzione, la resilienza dei territori e la protezione delle infrastrutture e delle aree urbane.
Dalla Puglia oltre 64 milioni ai Comuni per 13 interventi
Affidati dalla Regione Puglia a nove Comuni beneficiari della provincia di Foggia 13 interventi finanziati con oltre 64 milioni di euro del Programma Regionale Puglia FESR-FSE+ 2021-2027 per il contrasto al dissesto idrogeologico. Lo annuncia la Regione in un comunicato stampa.
Dopo gli incontri svolti a Campi Salentina, in provincia di Lecce, e Avetrana, in provincia di Taranto, l'assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Raffaele Piemontese, ha sottoscritto gli accordi con gli altri nove Comuni beneficiari, affiancato dal dirigente della Sezione Difesa del Suolo e Rischio Sismico della Regione Puglia, Antonio Scarano, che coordina l'attuazione del programma.
Con la sottoscrizione dei disciplinari, i Comuni assumono formalmente il ruolo di soggetti attuatori delle opere, entrando nella fase operativa che porterà alla progettazione esecutiva, alle gare e all'apertura dei cantieri.
"Con la firma di oggi inizia la fase più delicata: la Regione ha fatto la propria parte individuando le risorse e costruendo un programma che vale oltre 64 milioni di euro, ora i finanziamenti si devono trasformare in opere realizzate: per questo abbiamo scelto di lavorare fianco a fianco con i sindaci, che conoscono meglio di chiunque altro le fragilità dei loro territori e che avranno la responsabilità di guidare gli interventi", ha dichiarato l’assessore Piemontese.
Il programma interessa alcuni dei territori pugliesi storicamente più esposti ai fenomeni franosi e al rischio idraulico, molti dei quali convivono da decenni con criticità aggravate dagli effetti del cambiamento climatico.

I finanziamenti previsti
I disciplinari sottoscritti completano il programma di interventi distribuiti tra il Salento, il Tavoliere, il Gargano e i Monti Dauni, con opere che spaziano dalla sistemazione di canali e aree a rischio idraulico al consolidamento dei versanti, dalla regimazione delle acque meteoriche alla protezione della viabilità.
A Lesina viene finanziato l’intervento più rilevante del programma: 17,5 milioni di euro per il completamento della sistemazione del Canale Acquarotta, snodo strategico tra laguna e Adriatico.
A Rignano Garganico sono destinati oltre 7,3 milioni di euro per la messa in sicurezza del centro abitato, della Strada Provinciale 22 e dei versanti franosi. A Casalvecchio di Puglia vanno 6,2 milioni di euro per completare il consolidamento dell’area di Montelano. A Cerignola la Regione investe 5,7 milioni di euro sul Canale Lagrimaro, con opere per migliorare il deflusso delle acque e ridurre il rischio di allagamenti. A Pietramontecorvino quasi 3 milioni di euro serviranno per la messa in sicurezza del versante urbano sud-ovest.
Finanziamenti anche ad Alberona (1,55 milioni di euro) per il consolidamento dell’area cimiteriale, a Bovino (2,4 milioni di euro) per la stabilizzazione dell’area tra Villa Comunale, via Marconi e Caserma dei Carabinieri, e a Rocchetta Sant’Antonio (2,275 milioni di euro) per la sicurezza del Quartiere Pescara.
Infine, a San Marco la Catola sono destinati 3,3 milioni di euro per interventi di consolidamento del centro urbano e riduzione del rischio idrogeologico nelle aree Mattatoio, Depuratore e Vallone Malacarne.
Sicilia: 14,9 milioni per cinque interventi di messa in sicurezza
Il contrasto al dissesto idrogeologico prosegue anche nella Regione Siciliana. La Struttura di contrasto al dissesto idrogeologico, guidata dal presidente della Regione Renato Schifani, ha approvato la graduatoria che consentirà di avviare cinque interventi di messa in sicurezza del territorio, per un investimento complessivo di 14,9 milioni di euro finanziato attraverso le risorse del Programma regionale FESR 2021-2027, come si legge in un comunicato stampa della Regione.
Gli interventi, programmati dagli uffici diretti da Sergio Tumminello in collaborazione con l'Autorità di bacino della Regione Siciliana, interesseranno i comuni di Raddusa, Rometta, Casalvecchio Siculo, Godrano e Ciminna.
Gli interventi nel dettaglio
Nel dettaglio, a Raddusa, in provincia di Catania, saranno destinati 3,7 milioni di euro per il risanamento dei dissesti dei terreni in contrada Libbra.
A Rometta, nel Messinese, è previsto un intervento di consolidamento del versante nord-est del centro abitato per 1,2 milioni di euro, mentre a Casalvecchio Siculo saranno investiti 1,5 milioni di euro per il consolidamento dei pendii interessati da fenomeni franosi nella frazione di San Carlo.
A Godrano, in provincia di Palermo, saranno invece stanziati 900 mila euro per la sistemazione della strada comunale adiacente a piazza Fiera.
L'investimento più consistente riguarda Ciminna, sempre nel Palermitano, dove saranno destinati 7,6 milioni di euro per il consolidamento del movimento franoso che interessa il quartiere Santa Croce.
Verso l'avvio delle gare
"Riusciamo a impiegare queste risorse per la difesa del suolo e a salvaguardia della pubblica incolumità perché a monte c'è un'attività importante degli uffici che incrociano dati e priorità, ottimizzando e razionalizzando gli strumenti e le opportunità di finanziamento", ha dichiarato Renato Schifani, presidente della Regione Siciliana.
La graduatoria è stata predisposta dagli uffici della Struttura commissariale, diretti da Sergio Tumminello, di concerto con quelli dell'Autorità di bacino guidata da Carmelo Frittitta, con il coinvolgimento delle amministrazioni comunali interessate.
Le ultime misure siciliane
Sempre nella Regione Siciliana sono stati recentemente stanziati 2,2 milioni di euro per interventi di messa in sicurezza del territorio. Le risorse saranno destinate a opere di prevenzione e mitigazione del rischio, con l’obiettivo di proteggere aree esposte a frane e fenomeni di instabilità e rafforzare la resilienza dei territori più fragili.
Questo intervento si inserisce nel quadro più ampio delle politiche di prevenzione portate avanti dalle Regioni italiane, che affiancano agli investimenti infrastrutturali azioni di tutela del suolo e adattamento agli effetti degli eventi climatici estremi.

