L'associazione, federata ANIMA Confindustria, chiede il riconoscimento di questi impianti nei meccanismi di compensazione dei costi ETS e delle componenti variabili del trasporto gas, oggi riservati solo all'energia immessa in rete dagli impianti termoelettrici tradizionali.
Estendere i meccanismi di compensazione previsti dal decreto-legge “Energia” – relativi ai costi ETS e alle componenti variabili del trasporto gas – anche alla cogenerazione ad alto rendimento, oggi esclusa a favore della sola energia immessa in rete dagli impianti termoelettrici tradizionali. Questa la richiesta del comparto, rappresentato da Italcogen, federata all'associazione ANIMA Confindustria, che riunisce i costruttori e distributori di impianti di cogenerazione, recupero termico e celle a combustibile.
Emendamento parlamentare e ruolo strategico della cogenerazione
Come si legge in un comunicato congiunto di Italcogen e ANIMA Confindustria, un emendamento presentato in Commissione Attività produttive dagli Onorevoli Andreuzza, Gusmeroli, Barabotti e Di Mattina mira a risolvere questo squilibro. La proposta all’esame della Commissione, intervenendo nell’articolo 6, allarga i benefici all'energia autoconsumata dagli impianti di cogenerazione ad alto rendimento (CAR).
Una misura – si legge nel comunicato – che penalizza proprio le tecnologie più efficienti e che la direttiva europea sull'efficienza energetica (2012/27/UE) impone agli Stati membri di evitare.
La posizione del Presidente di Italcogen
“Nel sistema industriale italiano, la cogenerazione ad alto rendimento è una tecnologia chiave per l’efficienza energetica: oltre 22 TWh, pari a più del 18% dei consumi elettrici industriali in autoconsumo, derivano da impianti cogenerativi. Gli impianti CAR producono simultaneamente elettricità e calore con rendimenti complessivi superiori alla produzione separata e sono installati presso i siti produttivi per coprire direttamente i fabbisogni energetici delle imprese. In questo quadro, escluderli dal meccanismo di compensazione dell’articolo 6 creerebbe un evidente disallineamento rispetto agli obiettivi del DL Energia, ossia ridurre i costi energetici e sostenere la competitività industriale”, ha sottolineato il Presidente di Italcogen, Marco Pezzaglia.
Il comparto si colloca come elemento chiave nella filiera italiana delle tecnologie per la decarbonizzazione, con un impatto economico significativo: secondo il Presidente Pezzaglia, la cogenerazione produce un fatturato di circa 500 milioni di euro ed è un segmento strategico dell’efficienza energetica nazionale. Superare l’attuale disallineamento significherebbe sostenere non solo un settore rilevante per l’economia italiana, ma anche numerose imprese ad alta intensità energetica che utilizzano la cogenerazione per contenere i costi e mantenere la competitività sui mercati internazionali.
Italcogen – si legge nella nota – auspica quindi che l’emendamento trovi il più ampio consenso parlamentare nella fase di conversione del decreto.

