Dronitaly: UAS come alleati per tutela ambiente, prevenzione rischi e gestione infrastrutture

05 mar 2026
L'evento di presentazione dell'edizione 2026 di Dronitaly ha offerto una visione organica sul ruolo dei droni negli impieghi civili, con attenzione al loro contributo in termini di sicurezza, innovazione e sostenibilità ambientale. Centrale la necessità di coniugare sviluppo tecnologico e tutela del territorio. Articolo di Rossella Lettieri

Oggi i droni non sono solo strumenti di ripresa o di trasporto, ma piattaforme operative per la conoscenza del territorio, la prevenzione dei rischi e la costruzione di modelli di sviluppo più sostenibili. Questa il fulcro dell'evento di presentazione dell'undicesima edizione di Dronitaly, manifestazione internazionale dedicata ai droni civili a uso professionale, che si svolgerà dall'11 al 13 marzo 2026 presso l'EX-GAM Congress Center di Bologna.

L'incontro "Il futuro è presente: UAS per impieghi civili", svoltosi il 3 marzo a Palazzo Giustiniani, presso il Senato della Repubblica di Roma, ha offerto un quadro articolato e aggiornato sul ruolo degli UAS (Unmanned Aircraft Systems) negli impieghi civili, con un'attenzione trasversale alle ricadute ambientali, alla sicurezza e alla sostenibilità dei territori.

Fin dall'apertura è emersa con forza una domanda chiave: a cosa servono oggi i droni e quale valore possono generare per il nostro Paese?

Introduzione: visione normativa e transizione sostenibile

Ad aprire i lavori è stato Antonio Trevisi, membro della VI Commissione Finanze e Tesoro, con una riflessione sul potenziale di queste nuove tecnologie, capaci di raggiungere luoghi difficilmente accessibili per ragioni logistiche o di sicurezza, con tempi più rapidi e costi inferiori. In un Paese fragile dal punto di vista idrogeologico e ambientale, questo significa poter intervenire in modo più efficace nel monitoraggio e nella prevenzione dei rischi. Centrale è il tema normativo: occorre disciplinare lo spazio aereo per garantire sicurezza, certezza delle regole e sviluppo ordinato del settore.

A seguire, nel suo messaggio introduttivo, Paolo Angelini, AD BolognaFiere Water &Energy, ha ringraziato tutti i presenti — istituzioni, operatori, ricercatori e partner — sottolineando il valore della partecipazione e del confronto. Ha quindi introdotto ufficialmente l'evento, evidenziando la necessità di uno spazio condiviso e innovativo in cui possano nascere opportunità concrete per la sicurezza dell'industria, dell'edilizia, delle infrastrutture e dei servizi. In questo contesto, Angelini ha descritto il comparto dei droni come un alleato strategico per lo sviluppo tecnologico e per il monitoraggio ambientale, leve fondamentali di un percorso di crescita sostenibile.

La parola è poi passata a Benedetta Fiorini, membro del CdA di ENAC, che inquadrato Dronitaly come punto d'incontro per la crescita della mobilità innovativa. Il recente piano europeo sulla security dei droni, ha sottolineato, stima un mercato di oltre i 50 miliardi entro il 2033. Il settore potrà supportare infrastrutture, emergenze e gestione di eventi critici, inclusi quelli legati ai cambiamenti climatici. ENAC intende consolidare un ecosistema competitivo, aperto e sostenibile, evolvendo il quadro normativo e garantendo i più alti standard di sicurezza. In crescita anche il contributo delle donne nel settore.

Prima tavola rotonda: possibili scenari di mercato

Con l'avvio della prima tavola rotonda, il focus si è spostato sugli scenari di mercato e sulle prospettive di sviluppo.

Ha preso la parola per prima Paola Olivares, Direttrice dell'Osservatorio Droni e AAM del Politecnico di Milano. I progetti nel settore, ha spiegato, si dividono tra aerial operations (droni più piccoli a supporto di attività tradizionali, il 70% circa), e innovative air mobility & delivery (droni per il trasporto di merci e di persone). I primi trovano ampio impiego nella Pubblica Amministrazione, nella salvaguardia ambientale, nelle infrastrutture, nell'agricoltura e nelle utility, consentendo controlli mirati e meno impattanti.

Per consolidarne la crescita servono stabilità normativa, infrastrutture U-Space, competenze, investimenti pubblici e partenariati, oltre a una governance capace di integrare innovazione tecnologica e pianificazione urbana sostenibile. L'accettazione sociale è in aumento, ha concluso Olivares, soprattutto per gli usi medico-sanitari.

Nel solco del rapporto tra imprese e istituzioni è intervenuto Nicola Nizzoli, Presidente di ASSORPAS, associazione di categoria che rappresenta tutta la filiera. Le aziende, ha detto, chiedono stabilità regolatoria e dialogo costante con le autorità. L'incertezza normativa rallenta investimenti e innovazione, anche in applicazioni legate al monitoraggio ambientale e alla manutenzione sostenibile delle infrastrutture.

A seguire, Marco Silanos, Direttore Regolazione e Ricerca Mobilità Innovativa di ENAC, ha illustrato lo stato di avanzamento del piano strategico nazionale AAM. Avviato nel 2021 con un orizzonte decennale, il piano punta a costruire un ecosistema coordinato. Il percorso, attualmente in revisione, registra un avanzamento complessivo intorno al 50%. La priorità è rafforzare la sinergia tra istituzioni e operatori, creando un sistema comune capace di sostenere innovazione, occupazione e nuovi servizi anche a supporto della gestione sostenibile dei territori.

Il quadro operativo è stato completato dall'intervento di Alberto Iovino, Operational Support and Innovative Air Mobility Management di Gruppo ENAV. Attraverso D-Flight, ENAV supporta l'implementazione dei servizi U-Space e la gestione operativa del settore. Con circa 300mila utenti registrati e 149mila droni censiti, la piattaforma garantisce tracciabilità e sicurezza, elementi fondamentali anche per le missioni di monitoraggio ambientale e controllo del territorio.

A chiudere la prima sessione è stata Daniela Pitton, Exhibition Manager di Bologna Fiere Water&Energy e moderatrice dell'incontro, richiamando l'importanza dell'accettabilità sociale: i droni sono strumenti sicuri e utili per attività di prevenzione, controllo e gestione ambientale. Dronitaly, con 61 espositori e il patrocinio delle principali istituzioni, ha spiegato Pitton, pone al centro monitoraggio ambientale e spazio aereo, promuovendo anche percorsi formativi con CNR, ISPRA/SNPA e Ordine degli Ingegneri.

Seconda tavola rotonda: gli interventi più importanti a Dronitaly

La seconda tavola rotonda dell'evento ha esplorato le diverse tematiche che occuperanno le tre giornate alla fiera di Bologna.

In apertura al confronto Tiziana Petrillo, Consigliere del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, ha affermato che i droni non sostituiscono il lavoro umano ma lo integrano, riducendo i rischi nei cantieri e nelle attività in quota. Possono contribuire anche all'efficienza energetica, ad esempio nel controllo del riscaldamento dei pannelli solari. Il Consiglio, ha concluso, lavora in questo ambito su regolamentazione, certificazione e valorizzazione delle competenze.

Successivamente è intervenuto Giuseppe Masanotti, membro del Comitato Scientifico di Dronitaly.
Nei cantieri, ha affemato, i droni supportano qualità progettuale, monitoraggio infrastrutturale e obiettivo “infortuni zero”. L'uso di termocamere e rilievi digitali favorisce la riqualificazione di edifici dismessi e lo sviluppo di smart buildings e smart cities, con benefici anche in termini di sostenibilità urbana.

Il focus si è poi spostato sul monitoraggio ambientale con Serena Geraldini, coordinatore del Gruppo di lavoro Droni ISPRA-SNPA. Nel Sistema nazionale di protezione dell'ambiente i droni sono strumenti sempre più centrali: permettono monitoraggi ripetibili, sicuri e a basso costo in ambiti terrestri, marini e antropizzati: dalla mappatura degli habitat al controllo di sversamenti, all'acquacoltura e al censimento avifauna acquatica, fino al monitoraggio e alla gestione di impianti produttivi. L'obiettivo, ha sottlineato Geraldini, è migliorarne efficacia e standard metodologici, valorizzando l'osservazione della Terra per una gestione più consapevole delle risorse.

A concludere i lavori è stato Andrea Dini, direttore CNR IGG, che ha parlato di come, nella ricerca geoambientale e agroforestale, i droni possano integrare innovazione digitale e prevenzione dei rischi. Formazione e sicurezza restano centrali per trasformare la tecnologia in uno strumento concreto di tutela del territorio e di risposta alle emergenze.

Conclusioni

Nel complesso, il convegno ha restituito l'immagine di un settore in evoluzione, in cui la dimensione tecnologica si intreccia sempre più con quella ambientale. I droni emergono non solo come strumenti tecnologici avanzati, ma soprattutto come alleati nella tutela dell'ambiente, nella prevenzione dei rischi e nella gestione sostenibile delle infrastrutture.

La sfida, per la filiera, è trasformare sperimentazioni e buone pratiche in soluzioni strutturali, capaci di generare benefici concreti e duraturi per i territori e le comunità.