Gas russo, Stati Uniti e Qatar esentati da obblighi Ue di autorizzazione sull'import

20 feb 2026
Per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti e snellire le procedure doganali, Bruxelles ha individuato sei partner energetici strategici e sicuri.

Approvata dalla Commissione europea l'esenzione per sei Paesi extra Ue (Algeria, Nigeria, Norvegia, Qatar, Regno Unito e Stati Uniti) agli obblighi di autorizzazione preventiva per le importazioni di gas, previsti dal piano Repower Eu.

Il regolamento per lo stop alle importazioni di gas e GNL russo, in vigore dal 3 febbraio, ha introdotto l'obbligo di autorizzazione preventiva sul gas importato da parte delle autorità di autorizzazione o doganali.

Le motivazioni della scelta

Bruxelles spiega di aver deciso di esentare i sei Paesi per ragioni pragmatiche e di sicurezza. In primo luogo, il volume di fornitura: si tratta di Paesi che hanno garantito oltre 5 miliardi di metri cubi (bcm) all'UE nel 2024, dimostrandosi cruciali per la sicurezza energetica dell'Unione.

Inoltre, i Paesi coinvolti hanno già adottato sanzioni proprie contro l'energia russa o non hanno infrastrutture fisiche (gasdotti o terminali) che permettano tecnicamente al gas russo di mescolarsi con il loro export verso l'Europa.

Il contesto normativo

Il nuovo Regolamento UE 2026/261 entrato in vigore all'inizio di febbraio 2026 segna la fase finale dell'indipendenza energetica dalla Russia, stabilendo lo stop totale al GNL russo entro il 1° gennaio 2027 e lo stop al gas via gasdotto entro l'autunno 2027, con alcune deroghe temporanee per i Paesi senza sbocco sul mare come Ungheria e Slovacchia.

Per evitare che il gas russo entri in Europa per vie alternative, attraverso triangolazioni, ogni carico di gas deve ottenere un'autorizzazione preventiva dalle autorità doganali con una prova d'origine presentata almeno 5 giorni prima dell'arrivo.