Sviluppo, rigenerazione delle risorse, neutralità carbonica, resilienza e creazione di valore condiviso. Gli investimenti fanno leva anche su innovazione e digitalizzazione.
Investimenti quinquennali lordi per 5,5 miliardi di euro, di cui 2,9 miliardi allineati alla tassonomia europea per gli investimenti sostenibili, e una riduzione del 35% delle emissioni CO2 totali al 2029 rispetto al 2019 per arrivare al Net Zero entro il 2050. Sono alcuni degli obiettivi principali del Piano Industriale al 2029 del Gruppo Hera.
Nel complesso, si legge in una nota dell'azienda, il 48% degli investimenti contribuirà all'incremento della resilienza delle infrastrutture, il 35% sarà destinato alle progettualità di rigenerazione delle risorse e il 24% a perseguire gli obiettivi per la neutralità carbonica, mentre il 26% sarà indirizzato alla digitalizzazione e all'innovazione, per raggiungere gli obiettivi ambientali, sociali ed economici del gruppo.
Le dichiarazioni
"Il nuovo Piano industriale conferma il nostro impegno nel creare valore per tutti gli stakeholder. Il miglioramento degli obiettivi e le positive previsioni, economiche e finanziarie, dei risultati 2025, ci permettono di rivedere al rialzo la politica dei dividendi proponendo un incremento, di circa il 7% già a partire dalla prossima cedola, fino ad arrivare al 27% al 2029 con un dividendo di 19 centesimi per azione. In crescita, a 11,5 miliardi di euro, anche il valore economico distribuito nei 5 anni agli stakeholder dei territori nei quali operiamo ed il contributo delle attività sostenibili al margine operativo lordo di Gruppo che raggiungerà il 68%", ha dichiarato Cristian Fabbri, Presidente Esecutivo del Gruppo Hera.
"Per il 2025 prevediamo di chiudere con un margine operativo lordo superiore a 1,53 miliardi di euro e con un utile di competenza degli Azionisti superiore a 0,46 miliardi. Risultati sostenuti dalla crescita di tutti i business in portafoglio nonostante il venir meno di opportunità straordinarie colte nel 2024. Questa performance ha permesso di finanziare un aumento degli investimenti mantenendo un rapporto debito netto/MOL inferiore a 2,6x. Una flessibilità finanziaria che ci permette di supportare gli investimenti a favore della transizione green e dello sviluppo industriale.", ha commentato Orazio Iacono, Amministratore Delegato del Gruppo Hera.
Obiettivi e investimenti
Sviluppo, rigenerazione delle risorse, neutralità carbonica, resilienza e creazione di valore tangibile e sostenibile, continua la nota, si riconfermano gli assi strategici del nuovo piano, che fa leva anche su innovazione e digitalizzazione, per supportare il raggiungimento degli obiettivi ambientali, sociali ed economici del Gruppo. I crescenti investimenti previsti nel quinquennio, destinati prevalentemente allo sviluppo, consentiranno inoltre di rafforzare ulteriormente gli asset gestiti anche per far fronte alla sempre maggiore frequenza di eventi metereologici estremi connessi al cambiamento climatico.
Mantenendo il focus su decarbonizzazione, economia circolare, resilienza e innovazione, si legge, Hera prevede un'importante evoluzione del margine operativo lordo a valore condiviso, che nel 2029 raggiungerà il 68% del MOL. Nel quinquennio il MOL a valore condiviso incrementerà del 30%, a testimonianza del peso crescente delle iniziative che, oltre a contribuire allo sviluppo dell'azienda sono in linea con gli obiettivi dell'Agenda ONU e con lo sviluppo del territorio e delle comunità.
Ai 5 miliardi di investimenti direttamente finanziati da Hera, si aggiungono quasi 500 milioni di contributi tra risorse del PNRR e altri istituti. Il gruppo stima che investimenti operativi per 2,9 miliardi di euro, pari al 95% degli investimenti ammissibili, saranno allineati alla tassonomia europea per progettualità sostenibili, mentre il 77% del piano investimenti operativi complessivo, pari a 3,9 miliardi, sarà rivolto a iniziative in grado di generare MOL a valore condiviso.
1,4 miliardi, ovvero il 26% degli investimenti, saranno indirizzati all'applicazione e allo sviluppo di tecnologie all'avanguardia e all'introduzione di soluzioni innovative per aumentare l'efficienza e raggiungere un vantaggio competitivo in tutti i settori industriali presidiati.
I progetti previsti
Tra i progetti più rilevanti della controllata Hera Servizi Energia rientra, ad esempio, il contratto della durata di 13 anni con Elettra Sincrotrone Trieste per la riqualificazione integrale delle due centrali di trigenerazione, il completo rifacimento degli impianti elettrici e fluidistici, oltre alla conduzione e manutenzione degli impianti e alla produzione continua di energia elettrica, termica e frigorifera.
Sul fronte della generazione di energia elettrica fotovoltaica, il Hera conferma l'obiettivo di installare oltre 370 MW entro il 2029, prediligendo soluzioni impiantistiche presso i centri di consumo e che non prevedono ulteriore consumo di suolo, come gli impianti agrivoltaici e i numerosi progetti in via di realizzazione su discariche o impianti del ciclo idrico del gruppo, e le installazioni presso i clienti anche di Comunità Energetiche Rinnovabili.
Nel 2026 si completerà la realizzazione delle due Hydrogen Valley di Trieste e Modena, quasi completamente finanziate da PNRR e altri fondi, che produrranno a regime oltre 620 tonnellate l'anno di idrogeno verde contribuendo alla decarbonizzazione delle aziende e, più in generale, dei territori di riferimento e, allo stesso tempo, alla riqualificazione di aree dismesse.
Anche gli impianti per la produzione di biometano di Sant'Agata Bolognese (BO) e Spilamberto (MO) raggiungeranno il pieno regime grazie all'ottimizzazione dei processi, determinando un aumento del 22% dei volumi. Prevista inoltre la realizzazione di un nuovo impianto sul depuratore di Malpasso (PI) per la gestione dei rifiuti liquidi ad alta concentrazione di ammoniaca, come i percolati, con la possibilità di estendere i servizi a nuovi clienti come quelli dei distretti conciari toscani.
I piani per l'idrico
Oltre 1,8 miliardi saranno destinati al ciclo idrico integrato, circa 1,1 miliardi saranno investiti nella distribuzione gas ed energia elettrica e 200 milioni per lo sviluppo del teleriscaldamento. Nel ciclo idrico, la multiutility prevede iniziative strategiche per la resilienza, continuità e qualità del servizio di fornitura dell'acqua potabile attraverso la gestione integrata delle fonti, del trasporto, del trattamento e della distribuzione, per garantire sicurezza dell'approvvigionamento, protezione della risorsa e capacità di risposta alle esigenze dei territori in un contesto di fenomeni meteoclimatici sempre più estremi.
Gli interventi per aumentare l'efficienza delle reti fognarie per lo smaltimento delle acque piovane e per il rinnovo dei processi di depurazione consentiranno di massimizzare anche la sostenibilità ambientale ed energetica nella gestione delle acque reflue. Il gruppo continuerà a promuovere la rigenerazione e circolarità della risorsa, ad esempio attraverso il crescente riutilizzo delle acque depurate: la percentuale di acque reflue recuperabili sul totale dei volumi trattati salirà al 14,5% nel 2029 (dall'11,9% nel 2024), si ridurranno le perdite lineari arrivando a 7,4 mc/km/giorno (da 8,4 mc/km/giorno nel 2024) ed è prevista una ulteriore riduzione dei consumi idrici del Gruppo, per arrivare al -26,5% al 2029 (rispetto al 2017).
Tra gli interventi più significativi relativi alla disponibilità dell'acqua rientrano la realizzazione del nuovo potabilizzatore di Bubano (BO), finalizzato ad aumentare la riserva idrica disponibile, a garantire una maggiore flessibilità operativa e a rispondere alle esigenze di sviluppo del territorio. Sarà avviata la progettazione del terzo acquedotto di Trieste e il risanamento di una delle due reti addutrici attualmente operative.
Inoltre, tra i molti interventi è previsto il re-lining strutturale dell'acquedotto principale di Pesaro, fonte primaria di approvvigionamento per 200 mila abitanti, con il risanamento di circa il 50% dei 27 km di tubazioni esistenti, il potenziamento dei serbatoi di Pesaro-Urbino e la realizzazione di una nuova vasca di accumulo presso il potabilizzatore di San Francesco di Saltara (PU).
In tutti i territori continuano le iniziative di water management con il completamento dell'installazione di smart meter per favorire consumi più efficienti e consapevoli, gli interventi per la riduzione delle perdite idriche, la distrettualizzazione delle reti e le bonifiche di rete acquedotto. Sono previste inoltre iniziative in linea con la nuova direttiva acque reflue, con particolare riferimento al tema neutralità energetica e piani energetici dell'acqua.
Gas e teleriscaldamento
La distribuzione gas, si legge, ancora cruciale per sostenere i consumi energetici finali, avrà un ruolo di sostegno alla transizione energetica dovendo essere pronta a distribuire miscele di gas con percentuali crescenti di green gas. In questo senso, il gruppo proseguirà la sperimentazione in corso a Castelfranco Emilia (MO), con miscele di metano ed idrogeno in percentuali progressive fino al 10%.
Parallelamente svilupperà soluzioni innovative come l'impianto power to gas, collegato a uno dei principali depuratori del ciclo idrico a Bologna, che consentirà di produrre dapprima idrogeno verde e poi gas rinnovabile di sintesi, che potrà essere immesso nelle reti di distribuzione utilizzando l'acqua in uscita dal depuratore e l'ossigeno prodotto a supporto dei processi depurativi.
Infine, sarà ulteriormente sviluppato il teleriscaldamento, con l'obiettivo di arrivare a evitare complessivamente emissioni di anidride carbonica per 65 mila tonnellate all'anno nel 2029. Da un lato è prevista l'espansione capillare degli allacciamenti e la saturazione delle reti esistenti per realizzare economie di scala. Dall'altro si prevede di sviluppare gli asset integrando un mix crescente di fonti rinnovabili e incrementando il recupero termico da processi industriali, sostituendo progressivamente le fonti fossili.
I principali progetti in corso riguardano la realizzazione a Bologna (interconnessione dei sistemi di teleriscaldamento, estensione della rete e utilizzo di calore di recupero dal termovalorizzatore), Ferrara (raddoppio della produzione di calore dalla fonte geotermica e l'espansione della rete in zone urbane attualmente non servite) e Forlì (con il collegamento di tre sistemi di teleriscaldamento e la posa di una nuova rete principale per incrementare il calore recuperato dal termovalorizzatore).

