All'Aurum di Pescara confronto sulla riforma del sistema idrico abruzzese: focus su superamento delle criticità gestionali, nuovi modelli più efficienti, riduzione dei costi e collaborazione istituzionale.
"La riforma del sistema idrico immaginata per l'Abruzzo potrebbe essere un modello per tutto il territorio nazionale. Servono meno gestori, più robusti, per dare un beneficio maggiore rispetto a un quadro che ha perdite superiori al 40%. Da parte dello Stato ci saranno sicuramente interventi agevolativi". A dirlo è il ministro per l'Ambiente e la Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, in occasione dell'incontro promosso da Regione Abruzzo "Acqua, la nostra forza" presso l'Aurum di Pescara, in collaborazione con ERSI Abruzzo e ACA.
L'iniziativa, si legge in una nota della regione, ha rappresentato un momento di confronto sulle prospettive di riforma del sistema idrico regionale e sulle criticità dell'attuale modello gestionale, anche alla luce delle scadenze delle concessioni in essere e delle non conformità dell'assetto attuale rispetto al quadro normativo vigente.
I temi principali dell'incontro
Nel corso dell'incontro, continua la nota, è stata evidenziata la necessità di orientare il sistema verso modelli di gestione più ampi e razionali, capaci di garantire economie di scala, maggiore efficienza del servizio e una riduzione dei costi medi per l'utenza. È stata inoltre richiamata l'urgenza di intervenire sui limiti strutturali del sistema, che continuano a generare disservizi nella distribuzione dell'acqua potabile, nonostante la disponibilità di risorse idriche sul territorio regionale.
Un'indagine condotta da Istat e riferita al periodo 2020-2024 ha evidenziato come, nonostante il numero dei gestori sia in continua diminuzione dal 1994, anno in cui è stato introdotto il servizio idrico integrato, persiste comunque una significativa frammentazione nella gestione, soprattutto nelle regioni del Sud e nelle province autonome.
L'evento, si legge, si innesta all'interno del percorso di riforma, avviato in campo normativo regionale, che intende razionalizzare i gestori abruzzesi del sistema acqua: una legge che dovrà procedere in tempi rapidi, divenendo esecutiva prima della scadenza della maggior parte delle concessioni, fissata a fine 2027.
Le dichiarazioni
"L'Abruzzo chiuderà questa partita in tempo utile per permettere ad Ersi di ridisegnare il sistema di gestione del servizio idrico. Tenderemo ad una tariffa giusta che non faccia comunque venir meno investimenti e controlli", ha dichiarato Lorenzo Sospiri, presidente del Consiglio regionale, che si è soffermato anche sulla modalità di gestione del servizio, esprimendo la sua netta preferenza per la gestione pubblica.
Anche il ricercatore e divulgatore scientifico Mario Tozzi, si legge, ha rimarcato come "il bene acqua" non possa che essere di competenza esclusivamente pubblica. "Solo il pubblico può coniugare valore etico e costi. Il privato avrebbe comunque poco margine". Ha inoltre, presentato esperienze che in diversi paesi del mondo hanno contribuito a ridurre sprechi e rendere più sensibili i cittadini sul problema delle risorse. "L'Appenino è tendenzialmente ricco d'acqua, ma c'è una grande disparità tra i territori", ha aggiunto Tozzi.
"I limiti dei soggetti dell'attuale gestione del modello che abbiamo ereditato credo che siano sotto gli occhi di tutti: troppi cittadini continuano ad avere problemi ad aprire il rubinetto e a trovare l'acqua potabile dentro casa. Mi auguro che la maggioranza non abbia paura di assumere decisioni e di innovare un modello di gestione per offrire un servizio migliore ai cittadini", ha detto Marco Marsilio, presidente di Regione Abruzzo.

