Idrogeno, Osservatorio 2025 ISP-H2IT: filiera italiana entra nella fase industriale, già ricavi per 58% imprese

02 mar 2026
Nato dal MoU tra H2IT e Intesa Sanpaolo Innovation Center, l'Osservatorio analizza e promuove azioni a sostegno del settore, con particolare attenzione a startup e PMI innovative. Filiera italiana verso la maturità industriale: attese di crescita fatturato oltre il 90% al 2026 e investimenti in aumento per l'85% delle aziende. Restano criticità legate a quadro normativo e debolezza della domanda.

Nella filiera dell'idrogeno, il 58% delle imprese genera già ricavi dalle attività legate al settore, quota che sale al 66% nel manifatturiero. Per oltre la metà delle imprese, gli investimenti nel settore superano il 10% del totale, con valori ancora più elevati tra imprese manifatturiere e PMI. Forte orientamento all'innovazione: quasi un terzo delle aziende ha depositato o sta per depositare brevetti. Diffusa l'adozione di tecnologie digitali.

È quanto emerge dall'Osservatorio 2025 sull'idrogeno in Italia "Dal consolidamento industriale alla creazione del mercato: una nuova fase per un ecosistema innovativo in evoluzione", realizzato dal Research Department di Intesa Sanpaolo, in collaborazione con H2IT – Associazione Italiana Idrogeno, nell'ambito del Memorandum of Understanding tra H2IT e Intesa Sanpaolo Innovation Center.

L'indagine – come si legge in un comunicato congiunto di ISP Innovation Center e H2IT – ha coinvolto 79 imprese attive lungo la filiera dell'idrogeno, individuate attraverso una mappatura basata su più fonti informative.

Idrogeno, una filiera in crescita

L'Osservatorio evidenzia come dalla filiera italiana dell'idrogeno, un comparto relativamente giovane, stiano emergendo competenze consolidate, soprattutto nel manifatturiero, con circa un quarto delle imprese attive nel settore da oltre dieci anni. Si tratta di realtà con un buon livello di integrazione verticale, attive in media in cinque segmenti della filiera. Le attività svolte coprono l'intera catena del valore, dalla produzione (impianti, componentistica, tecnologie) ai servizi di ingegneria, fino alle applicazioni finali per uso industriale e per la mobilità.

La filiera risulta inoltre integrata nei mercati esteri: il fatturato da idrogeno generato con clienti internazionali rappresenta il 46% del totale, e sale al 60% tra le imprese manifatturiere.

Rispetto alla precedente versione dell'Osservatorio, cresce inoltre il peso delle iniziative legate all'idrogeno nei modelli di business aziendali e si rafforzano le aspettative di crescita dei ricavi al 2026.

Da sperimentazione a realizzazione industriale

L'Osservatorio stima una crescita oltre il 90% del fatturato al 2026. Per il 32% delle aziende manifatturiere, i ricavi potranno crescere tra il 10 e il 50%. Più caute le aziende di servizi: solo il 15% prevede una crescita di pari entità, mentre oltre la metà si aspetta un incremento marginale. Sul fronte degli investimenti: l'85% delle imprese prevede un aumento al 2026 e oltre un quarto si attende una crescita significativa (superiore al 25%).

Inoltre, circa il 70% delle imprese ha progetti in fase avanzata e circa il 25% ha iniziative già in costruzione, in linea anche con le scadenze del PNRR.

L'Osservatorio evidenzia poi che il 70% delle imprese dispone di un reparto interno di Ricerca e Sviluppo (R&S) e il 65% investe in percorsi di formazione dedicati all'idrogeno, con una crescente domanda di profili tecnici e junior. Diffusa l'adozione di tecnologie digitali e 4.0 – tra cui cloud, intelligenza artificiale, IoT e sistemi di integrazione dei dati –, con circa tre quarti delle imprese che hanno adottato almeno una tecnologia 4.0.

Sul fronte delle fonti finanziarie, l'autofinanziamento resta prevalente, anche se cresce il ricorso ai fondi pubblici: la quota media passa dal 22% al 37% tra le due edizioni dell'Osservatorio, andamento che rispecchia il maggior volume di risorse rese disponibili per il settore negli ultimi anni. Circa due terzi delle imprese ha partecipato almeno a un bando pubblico regionale, nazionale o europeo, con un tasso di aggiudicazione elevato.

Prospettive del mercato dell'idrogeno

Permangono – si legge nel comunicato congiunto – criticità e ostacoli allo sviluppo della filiera: in particolare, una domanda ancora debole e un quadro normativo percepito come non pienamente chiaro. Le imprese indicano come priorità il rafforzamento degli strumenti di sostegno alla domanda e una strategia nazionale più strutturata.

La maggioranza delle aziende ritiene comunque raggiungibili gli obiettivi del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) al 2030, ma solo a fronte di interventi di policy significativi. Nel complesso, emerge il quadro di un ecosistema industriale in espansione, con una solida base tecnologica e una crescente capacità di tradurre progettualità in iniziative concrete.

Presentazione dell'Osservatorio e dichiarazioni dei partecipanti

"L'Osservatorio Idrogeno, realizzato da H2IT insieme a Intesa Sanpaolo, ci permette di misurare l'evoluzione della filiera italiana dell'idrogeno, e oggi restituisce una fotografia chiara: l'Italia sta costruendo un ecosistema solido, competitivo e capace di confrontarsi con i principali Paesi europei. H2IT rappresenta l'intera catena del valore dell'idrogeno: produzione, infrastrutture di trasporto e distribuzioni, sistemi di stoccaggio, componentistica, tecnologie, applicazioni industriali e di mobilità. L'Osservatorio 2025 conferma che non siamo più nella fase della sperimentazione. Siamo, finalmente, nella fase di creazione della domanda, ma occorre fare attenzione perché le sfide per la costruzione di un mercato dell'idrogeno sono ancora tante; viviamo una fase normativa decisiva per il futuro dell'idrogeno in Italia. La direzione europea indicata dal Clean Industrial Deal va in questa direzione: consolidare filiere strategiche, rafforzare la sovranità tecnologica, creare valore in Europa", ha commentato Alberto Dossi, Presidente di H2IT.

"La seconda edizione dell'Osservatorio, sviluppata in collaborazione con H2IT e Intesa Sanpaolo Innovation Center, evidenzia la presenza in Italia di una filiera dell'idrogeno più strutturata rispetto all'edizione del 2023: due terzi delle aziende manifatturiere generano già ricavi dal settore e confermano una buona proiezione sui mercati internazionali; una parte rilevante dei ricavi legati all'idrogeno proviene da clienti esteri. In un contesto caratterizzato da costi elevati e incertezza, le imprese continuano a investire e si attendono un ulteriore aumento degli impieghi finanziari nel 2026, con un forte orientamento all'innovazione tecnologica e allo sviluppo di soluzioni a maggiore maturità industriale", ha aggiunto Gregorio De Felice, Chief Economist di Intesa Sanpaolo.

All'evento di presentazione dell'Osservatorio, svoltosi a Milano, sono intervenuti inoltre: Augusto De Castro, Direttore Generale di MADE Competence Center Industria 4.0; Letizia Borgomeo, Economist, Research Department Intesa Sanpaolo; Giulia Monteleone, Direttrice del Dipartimento di Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili, ENEA; Giorgio Maione, Assessore all'Ambiente e Clima, Regione Lombardia; Riccardo Dutto, Head of Industry Infrastructure, Intesa Sanpaolo; Luca Marsili, Officer, Industry & Sustainability, Hydrogen Europe; Stefania Vigna, Head of Innovation Intelligence, Intesa Sanpaolo Innovation Center; Roberto Tatò, Dirigente Responsabile Divisione III - Energia e imprese, economia e tecnologie verdi, economia del mare del Ministero delle Imprese e del Made in Italy; Cristina Maggi, Direttrice H2IT.