Idrogeno turchese da pirolisi, al via SPIRIT: progetto da 4 mln in Lombardia

06 mar 2026
Il progetto, valutato positivamente da Regione Lombardia tramite la Misura Collabora & Innova, vede la partecipazione di Pietro Fiorentini, X-nano, Enipower, Edison, Ampere Transition e dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca. Obiettivo: realizzare un impianto pilota e progettare una versione industriale della tecnologia, con applicazioni nei settori hard-to-abate e nel teleriscaldamento.

Sviluppare e validare su scala preindustriale una tecnologia di produzione di idrogeno turchese tramite pirolisi del metano, generando idrogeno e carbonio solido senza emissioni di CO2.

È l'obiettivo di SPIRIT (Sostenibile  Produzione Innovativa e Rivoluzionaria di Idrogeno Turchese), il progetto finanziato da Regione Lombardia nell'ambito della misura Collabora & Innova, e che riunisce Pietro Fiorentini (capofila), Enipower, Edison, Ampere Transition, X-nano e Università degli Studi di Milano-Bicocca.

Il progetto, il cui lancio è stato annunciato in un comunicato congiunto, ruota attorno all'idrogeno turchese, una forma di idrogeno ottenuta tramite pirolisi del metano, un processo che utilizza alte temperature per scomporre il gas naturale in due prodotti: idrogeno gassoso e carbonio solido.

Potenzialità dell'idrogeno turchese

Trasformando il carbonio in un solido – e non in anidride carbonica –, questo processo permette di ridurre le emissioni inquinanti e consente di mantenere costi di produzione bassi rispetto all'idrogeno verde. L'idrogeno turchese si colloca come una soluzione a basse emissioni ed è considerato una tecnologia promettente per favorire la decarbonizzazione dell'industria hard-to-abate.

La produzione tramite pirolisi è infatti meno dispendiosa in termini di consumo energetico (arrivando a un ottavo rispetto all'idrogeno prodotto tramite elettrolisi) ed è costante, senza risentire delle fluttuazioni legate alle fonti rinnovabili. Il gas naturale è una risorsa sempre a disposizione e gode di una distribuzione capillare sfruttabile in ottica di utilizzi futuri.

Inoltre, si ricava anche carbonio solido, del quale si vogliono valutare le possibili applicazioni, in particolare nel settore delle batterie e nella siderurgia. Questo carbonio, infatti, raffinato in materiali ad alto valore aggiunto come la grafite per batterie agli ioni di litio, diventa una risorsa strategica alimentando la rivoluzione della mobilità elettrica e rafforzando le filiere critiche.

Verso lo sviluppo di un impianto pilota

L'iniziativa – si legge nel comunicato – punta a sviluppare un impianto pilota, al fine di validare su scala preindustriale la tecnologia per la produzione efficiente di idrogeno turchese e carbonio solido. In una seconda fase, il progetto prevede la progettazione della versione industriale, modellata sulle necessità degli end user e sull'impiego potenziale presso reti di teleriscaldamento.

Competenze e ruolo dei partner

X-nano, la startup nata da uno spin-off dell'Istituto Italiano di Tecnologia, ha sviluppato la tecnologia alla base di tutto il progetto, per la quale è stata presentata domanda di brevetto. L'innovativa tecnologia consentirà di produrre idrogeno tramite la pirolisi del gas naturale, processo per cui il gas naturale, scaldato in assenza di ossigeno, viene scomposto in idrogeno e carbonio solido, senza generare anidride carbonica.

L'Università degli Studi di Milano-Bicocca, invece, svolgerà un ruolo chiave contribuendo con le attività di sintesi, funzionalizzazione e caratterizzazione dei materiali per le applicazioni in batterie.

Alla valorizzazione del carbonio solido si aggiungono gli scenari tecnico-economici, elaborati da Ampere Transition, per validare i vantaggi della tecnologia nella decarbonizzazione di diversi settori hard-to-abate industriali, tra cui il settore siderurgico e cementizio, e del teleriscaldamento.

Infine, il coinvolgimento di Enipower e Edison mira a definire le specifiche del prototipo industriale per use-case reali e per valutare l'applicabilità e la sostenibilità della tecnologia presso loro impianti di teleriscaldamento lombardi.

Alla guida del progetto – conclude il comunicato – in qualità di capofila, Pietro Fiorentini, con il compito di ingegnerizzare il prototipo ed elaborare le necessità e le specifiche degli utenti finali per predisporre la progettazione di un impianto industriale integrato presso un'installazione tipo.