Teleriscaldamento, A2A premiata per la decarbonizzazione di Brescia

27 feb 2026
Il modello bresciano, premiato ai Global District Energy Climate Awards di Washington, integra più fonti di calore rinnovabile e di recupero, tra cui termoutilizzatori, grandi accumuli termici, recupero dai processi industriali e calore da data center. Dal 2016, le emissioni di CO2 sono diminuite del 73%, quelle di NOx del 92%, e le emissioni di SO2 sono state azzerate.

Ottenuto da A2A, grazie al teleriscaldamento di Brescia, il "Certificato di merito" ai Global District Energy Climate Awards di Washington per il percorso di decarbonizzazione del sistema cittadino, riconosciuto come avanzato a livello internazionale per innovazione, circolarità e capacità di integrare molteplici fonti di calore rinnovabile e di recupero.

Il premio – annunciato da A2A e dal Comune di Brescia in un comunicato congiunto – fa seguito a un percorso avviato già negli anni Settanta, quando Brescia realizzò la prima rete di teleriscaldamento in Italia. Il sistema è stato trasformato grazie a un piano di investimenti che ha consentito di anticipare di cinque anni rispetto alla normativa l’uscita dal carbone, ridurre le emissioni e aumentare il contributo delle fonti non fossili: oggi l’83% del calore immesso in rete proviene infatti da energie rinnovabili o da recupero.

"Questo riconoscimento internazionale conferma la validità del percorso intrapreso e ci incoraggia a continuare a integrare nuove fonti rinnovabili e di recupero, come il calore dai data center, per contribuire al futuro decarbonizzato della città", ha commentato Luca Rigoni, Amministratore delegato di A2A Calore e Servizi.

Un modello integrato di economia circolare

Il sistema bresciano si fonda su una combinazione unica di fonti di calore: il termoutilizzatore, che trasforma i rifiuti in energia e, con il sistema di trattamento avviato nel 2024, recupera calore anche dai propri fumi; i grandi accumuli termici; il recupero di energia termica altrimenti dispersa dalle acciaierie Ori Martin e Alfa Acciai.

Rispetto al 2016, le emissioni di CO2 si sono ridotte del 73%, quelle di ossidi di azoto del 92% e quelle di biossido di zolfo sono state azzerate.

Il recupero di calore dai data center

Il riconoscimento internazionale tiene conto anche delle nuove frontiere avviate da A2A, a partire dal recupero di calore dai data center. Nel giugno 2025 è stato infatti inaugurato presso la centrale Lamarmora il progetto pilota sviluppato con il partner tecnologico francese Qarnot: grazie al raffreddamento a liquido dei server, il sistema sarà in grado, a regime, di fornire calore a 1.350 appartamenti.