Caro energia, l'Europa accelera ma non basta: Meloni incalza, GNL ancora sotto pressione

30 apr 2026
Nonostante AccelerateEU, lo scenario geopolitico resta fragile. L'Italia sollecita interventi più incisivi, mentre l'IEA segnala criticità sul mercato del GNL, con effetti destinati a protrarsi nel medio periodo, e i Gruppi di Coordinamento UE confermano una tenuta nel breve termine, ma con equilibrio ancora vulnerabile per oil&gas. Meloni a Cipro: "Proposte della Commissione non bastano". Articolo a cura di Rossella Lettieri

La risposta europea alla crisi energetica legata alla guerra in Iran è AccelerateEU: il pacchetto di misure immediate e strutturali per sostenere cittadini e imprese, che si propone di mettere in atto aiuti ai settori più colpiti, possibili riduzioni fiscali sull'elettricità e maggiore coordinamento nella gestione delle scorte di gas e petrolio.

Nonostante ciò, lo scenario resta critico: anche in caso di cessate il fuoco, le tensioni in corso hanno già determinato un aggravio stimato in circa 24 miliardi di euro in 50 giorni per l'importazione di combustibili fossili, confermando il rischio di prezzi elevati e possibili tensioni sull'approvvigionamento nel medio periodo.

Sul tema si è espressa di recente la Direzione Generale per l'Energia della Commissione europea, che in una recente analisi ha sottolineato l'importanza di capire i meccanismi delle crisi energetiche per gestirne l'incertezza. Nonostante le interruzioni nello Stretto di Hormuz, petrolio e gas restano centrali nel mix energetico europeo, anche con la crescita delle rinnovabili.

Da qui l'indicazione di rafforzare la resilienza del sistema attraverso una maggiore diversificazione delle forniture, il ricorso al GNL, il potenziamento delle scorte strategiche e una più stretta cooperazione tra Stati membri, anche in risposta alle vulnerabilità legate ai rischi geopolitici e climatici.

La posizione dell'Italia: Meloni chiede un'Europa "più coraggiosa"

Sul tema della crisi energetica, però, gli Stati membri hanno ancora bisogno di risposte. È la premier Giorgia Meloni, intervenuta al Consiglio europeo informale ad Agia Napa, a Cipro, a richiedere chiarimenti e interventi più incisivi all'UE, sottolineando l'impatto dei rincari di gas e petrolio sull'economia italiana, aggravati dalle tensioni internazionali. Dopo l'incontro con il presidente cipriota Christodoulides, ha sottolineato come i rincari di gas e petrolio, aggravati dal conflitto in Iran, stiano mettendo in difficoltà l'economia italiana.

Pur avendo apprezzato la gestione dei conti pubblici a Bruxelles, Meloni ha evidenziato inoltre che il deficit italiano al 3,1% del PIL manterrà attiva la procedura europea per disavanzo eccessivo almeno fino al 2027.

La premier ha così sollecitato un'Europa più determinata contro il caro energia, giudicando insufficienti le recenti proposte della Commissione con AccelerateEU. Ha quindi chiesto misure tempestive per evitare costi futuri più elevati e una riforma del patto di stabilità che escluda dal calcolo del deficit le spese contro il caro energia, come già avviene per la difesa.

Le misure della Commissione tra emergenza e transizione

Le proposte contenute nel nuovo pacchetto della Commissione europea intendono tuttavia fornire una risposta articolata alla crisi energetica basata su coordinamento tra Stati membri, gestione comune delle scorte di gas e petrolio e monitoraggio dei mercati tramite un nuovo Osservatorio sui combustibili.

L'Osservatorio, che verrà istituito nel mese di maggio, inizialmente si concentrerà sull'approvvigionamento e la distribuzione di carburanti alternativi per l'aviazione, coinvolgendo anche aeroporti e compagnie aeree.

L'UE ha previsto inoltre misure temporanee per proteggere famiglie e imprese dai rincari, come aiuti al reddito, sostegni energetici e maggiore flessibilità negli aiuti di Stato. Escluso, per il momento, lo smart working obbligatorio, ma l'UE invita a favorire il lavoro da remoto per ridurre spostamenti e consumi energetici.

Sul fronte degli aiuti finanziari, la Commissione ha delineato un quadro temporaneo per consentire agli Stati membri di sostenere i settori più colpiti dai rincari (come trasporti e agricoltura), attraverso interventi su prezzi, redditi e tasse. Sono previsti anche sostegni a PMI, famiglie e industrie energivore, oltre a incentivi per tecnologie pulite e misure come voucher energetici e tariffe agevolate per le famiglie più vulnerabili.

Sul medio-lungo periodo, il piano punta ad accelerare la transizione energetica con più elettrificazione, sviluppo di carburanti sostenibili e potenziamento delle reti e delle infrastrutture per le rinnovabili, includendo anche una riforma della tassazione per favorire l'elettricità rispetto ai combustibili fossili.

GNL sotto pressione, l'analisi dell'IEA

A questo quadro già complesso si aggiunge quanto evidenziato dal recente Gas Market Report dell'International Energy Agency, che segnala come le tensioni in Medio Oriente stiano rallentando le forniture globali di GNL, contribuendo a irrigidire ulteriormente il mercato.

La minore disponibilità di gas naturale liquefatto, unita a una domanda ancora sostenuta soprattutto in Europa e Asia, sta mantenendo elevata la pressione sui prezzi e aumentando la competizione per gli approvvigionamenti.

Secondo il rapporto, gli effetti di questa crisi non si esauriranno nel breve periodo, ma potrebbero protrarsi almeno fino al 2027, confermando i rischi strutturali per la sicurezza energetica globale e la difficoltà di un rapido riequilibrio del mercato.

Ne deriva una situazione in cui il GNL, pur restando una leva fondamentale per la diversificazione energetica europea, si conferma anche un elemento di vulnerabilità nel breve periodo, esposto alle dinamiche geopolitiche e logistiche globali.

Gruppi di Coordinamento per Gas e Petrolio dell'UE: il punto sui mercati

A completare il quadro si inserisce anche l'ultimo aggiornamento dei Gruppi di Coordinamento su Gas e Petrolio della Commissione europea, che sottolinea come la situazione dei mercati energetici dell'UE, pur stabile nel breve termine, resti esposta a rischi significativi.

In particolare, a seguito della riunione svoltasi il 24 aprile, il Gruppo di Coordinamento del Gas ha confermato che la sicurezza degli approvvigionamenti nell'UE resta sostanzialmente stabile, grazie anche alle misure di coordinamento e preparazione adottate negli ultimi anni, con livelli di stoccaggio solo lievemente inferiori a quelli pre-crisi. Sarebbe sufficiente, entro fine estate, raggiungere uno stoccaggio all'80% per coprire il fabbisogno invernale. Al momento, gli Stati membri non prevedono nuovi interventi; qualora però gli obiettivi fissati non venissero raggiunti, si potrà ricorrere in modo tempestivo alle flessibilità previste dalla normativa.

In questo scenario, la Commissione europea assicura un dialogo costante con gli Stati membri, l'International Energy Agency e tutti gli operatori del settore.

La linea è chiara: vigilanza alta, cooperazione rafforzata e monitoraggio continuo dei mercati energetici. Solo così l'Europa potrà farsi trovare pronta di fronte a nuovi shock e difendere, anche nel medio periodo, la sicurezza dei propri approvvigionamenti.

Articolo a cura di Rossella Lettieri