Nuovo dibattito pubblico intorno al rigassificatore di Piombino: in una nota stampa, il WWF esprime una netta contrarietà all’eventuale proroga dell’autorizzazione integrata ambientale (AIA), ritenuta non necessaria per il sistema energetico nazionale e potenzialmente dannosa per il territorio.
L’associazione sottolinea come l’impianto non risponda a reali esigenze di sicurezza energetica, evidenziando invece possibili criticità sul piano ambientale, economico e della sicurezza locale. In questo contesto, il WWF di Piombino ha annunciato la partecipazione alla manifestazione in programma nella cittadina toscana.
Le ragioni del dissenso
Secondo l’organizzazione, il nodo principale non riguarda la carenza di infrastrutture per il gas naturale liquefatto, ma la dipendenza complessiva dal gas, accentuata dalle tensioni geopolitiche degli ultimi anni. Già prima della crisi energetica del 2022, il sistema infrastrutturale nazionale – tra gasdotti e rigassificatori esistenti – risultava adeguato a coprire la domanda interna, anche in scenari critici come l’interruzione delle forniture russe.
A rafforzare questa posizione contribuisce il calo dei consumi di gas naturale registrato negli ultimi anni: dai 76,4 miliardi di metri cubi del 2021 si è passati a circa 63,1 miliardi nel 2025, secondo dati ufficiali. Una tendenza che, secondo il WWF, potrebbe proseguire ulteriormente in linea con gli obiettivi europei di decarbonizzazione, portando i consumi sotto i 50 miliardi di metri cubi annui entro il 2030.
In tale scenario, l’associazione evidenzia il rischio di una crescente sottoutilizzazione delle infrastrutture esistenti, con conseguenti costi a carico del sistema e dei cittadini.
Viene inoltre ribadito l’impatto climatico del gas naturale: il metano, principale componente, presenta un potenziale climalterante significativamente superiore a quello della CO₂, mentre la sua combustione comporta emissioni dirette di anidride carbonica.
Per il WWF, il rafforzamento della sicurezza energetica nazionale dovrebbe quindi passare da un cambio di paradigma, orientato allo sviluppo delle fonti rinnovabili, al potenziamento dei sistemi di accumulo, delle interconnessioni e della rete elettrica, riducendo progressivamente il ricorso alle fonti fossili.
Nodo istituzionale: la posizione della Regione Toscana
Il tema del rigassificatore resta al centro del confronto anche sul piano istituzionale. Il presidente della Toscana, Eugenio Giani, aveva infatti recentemente ribadito che un’eventuale proroga dell’autorizzazione dovrà necessariamente includere le dieci opere di compensazione previste dall’accordo del 2022. In assenza di tali interventi, la Regione ha chiarito che non intende esprimere parere favorevole al provvedimento, aggiungendo un ulteriore elemento di complessità al dibattito sul futuro dell’infrastruttura.