Sicurezza e diplomazia idrica, One Water presenta il Manifesto del Forum Euromediterraneo dell'Acqua

18 mag 2026
Tutela dell'acqua, innovazione tecnologica e cooperazione internazionale guideranno il Forum promosso da One Water, con la partecipazione di istituzioni, enti scientifici e operatori del settore. Presidente Spena: "Vogliamo portare il nostro lavoro sulle scrivanie degli organi decisori e dare respiro internazionale al know-how italiano". Articolo di Rossella Lettieri

Dalla governance dell'acqua alla blue economy, dalla sicurezza idrica al rapporto tra acqua, energia e alimentazione: sono molti i temi al centro del Manifesto del Forum Euromediterraneo dell'Acqua di Roma, presentato dal Comitato One Water presso l'Auditorium del Palazzo delle Esposizioni alla presenza di istituzioni, operatori del settore e rappresentanti di enti e ministeri coinvolti nella gestione delle risorse idriche.

Il Forum, in programma dal 29 settembre al 2 ottobre presso La Nuvola all'EUR, punta a rafforzare il dialogo internazionale sull'acqua nell'area euromediterranea, promuovendo soluzioni concrete e un approccio integrato alla sicurezza idrica.

Tra gli argomenti che verranno trattati, anche l'Agenda 2030, il Piano Mattei per l'Africa, la qualità e tutela dell'acqua, le microplastiche, la digitalizzazione del settore idrico e la prevenzione dei rischi legati ai cambiamenti climatici. Una sensibilità, come sottolineato più volte dai dirigenti del Comitato, oggi sempre più diffusa nell'opinione pubblica e trasversale a tutti i settori produttivi e istituzionali.

Gli interventi introduttivi: un manifesto per la tutela idrica nel Mediterraneo

Nel corso dei saluti introduttivi, la Presidente di One Water, Maria Spena, ha evidenziato come il Forum riunisca alcune tra le competenze più qualificate sul tema delle risorse idriche, con l'obiettivo di portare proposte concrete all'attenzione dei decisori politici e valorizzare il know-how italiano a livello internazionale. Tra i temi centrali richiamati da Spena, la finanza blu, gli strumenti innovativi come water credits e blue bond, il rapporto tra acqua ed energia – tornato di grande attualità anche alla luce delle tensioni geopolitiche nello stretto di Hormuz – e l'impatto crescente dell'IA e dei data center sui consumi idrici.

A seguire, Ornella Segnalini, Assessore ai Lavori Pubblici e alle Infrastrutture del Comune di Roma, ha sottolineato come la Capitale sia pronta a ospitare un confronto tecnico-scientifico di respiro internazionale sul tema dell'acqua. Segnalini ha ricordato gli investimenti di Acea nel settore idrico, pari a 3,4 miliardi di euro, citando tra gli interventi principali il potenziamento dell'acquedotto del Peschiera e la riduzione delle perdite idriche, diminuite del 27% nell'ultimo anno. Roma Capitale, ha sottolineato l'Assessore, sta inoltre promuovendo il riuso delle acque reflue depurate per fini agricoli e industriali, insieme a interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico.

"Blue u-turn" e ruolo dell'Europa

A seguire Emilio Ciarlo, Direttore Generale di One Water, ha lanciato l'idea di un "blue u-turn", una svolta che rimetta l'acqua al centro delle politiche pubbliche. Il Mediterraneo, ha spiegato, rappresenta oggi un'area strategica sia dal punto di vista ambientale che geopolitico. L'obiettivo indicato è raggiungere la sicurezza idrica nell'area mediterranea entro il 2050, affrontando quello che ha definito il "trilemma dell'acqua": eccesso idrico ed eventi estremi, scarsità e siccità, qualità e salubrità dell'acqua. Per farlo, saranno necessarie innovazione tecnologica, nature-based solutions e un approccio fondato sui dati.

Ciarlo ha inoltre richiamato il ruolo dell'Europa, ricordando la procedura di infrazione aperta nei confronti dell'Italia sul recepimento della direttiva sull'acqua potabile, e ha sottolineato il valore delle partnership internazionali costruite con organismi come l'Unione per il Mediterraneo e il Ciheam di Bari.

Il dibattito fra istituzioni, ricerca e operatori

A seguire, durante il confronto tra gli esponenti del Comitato tecnico-scientifico è emersa la necessità di rafforzare la cooperazione internazionale e il dialogo tra politica, ricerca, istituzioni e territorio per affrontare le sfide legate alla gestione delle risorse idriche. Numerosi gli interventi che si sono susseguiti nel corso della serata, a conferma del carattere trasversale del tema acqua e del coinvolgimento di enti, ministeri, mondo scientifico e operatori del settore.

Fra i relatori intervenuti, Marco Rago, consigliere del Ministro degli Affari Esteri e vicepresidente del Comitato, ha sottolineato il valore del dialogo internazionale e il ruolo che l'Italia punta ad assumere nello scenario euromediterraneo, anche grazie alla partecipazione di oltre 40 Paesi al Forum. Mauro Grassi, socio fondatore del Comitato, ha evidenziato l'importanza dei dati scientifici e della ricerca per orientare le decisioni politiche e affrontare in modo efficace temi complessi come infrastrutture idriche, invasi e gestione delle risorse.

Sul fronte della cooperazione mediterranea si è soffermato Biagio Di Terlizzi, Direttore del Ciheam di Bari, che ha richiamato il ruolo della diplomazia idrica e delle reti di collaborazione internazionale nell'area del Mediterraneo e del Nord Africa.

Il legame tra acqua, ambiente e salute è stato invece al centro degli interventi di Andrea Piccioli, Direttore dell'ISS, e di Maria Siclari, Direttrice generale di ISPRA, che hanno ribadito la necessità di un approccio integrato alla tutela delle risorse idriche e agli effetti dei cambiamenti climatici.

Laura D'Aprile, del MASE, ha richiamato il tema della modernizzazione delle reti idriche e dei sistemi di monitoraggio, mentre Dania Tellini, Direttrice del Settore Acqua di Utilitalia, ha annunciato una serie di appuntamenti tematici collegati al Forum. Caterina Truglia, Vice Direttrice di ANBI, ha posto l'attenzione sul ruolo dell'agricoltura e dei consorzi di bonifica nella gestione sostenibile della risorsa idrica.

L'incontro ha così rappresentato un primo momento di confronto in vista del Forum Euromediterraneo dell'Acqua, confermando la volontà di costruire una piattaforma stabile di dialogo tra istituzioni, ricerca e imprese su uno dei temi strategici per il futuro dell'area mediterranea.

Articolo di Rossella Lettieri