Transizione 5.0: il Governo ripristina 1,5 miliardi per le imprese

02 apr 2026
Le associazioni di categoria accolgono con favore l'intesa sul piano Transizione 5.0, che permette di finanziare le domande rimaste in sospeso e di rafforzare il credito d’imposta per investimenti green e digitali.

Si chiude in tempi rapidi e con esito favorevole il confronto tra governo e sistema produttivo sul piano Transizione 5.0 dedicato agli investimenti green e digitali. Dopo giorni di tensioni, l’incontro ha portato a una soluzione che risponde alle richieste delle imprese che avevano presentato correttamente la domanda di accesso ai crediti di imposta dopo il 7 novembre 2025. La riduzione delle risorse prevista dal decreto fiscale aveva ridimensionato i fondi da 1,3 miliardi a 537 milioni,

Il nodo è stato superato con il ripristino delle risorse iniziali e un ulteriore stanziamento di 200 milioni da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. La dotazione complessiva sale così a 1,5 miliardi di euro, consentendo di sostenere circa 7 mila domande rimaste in sospeso nel 2025 e di rafforzare il credito d’imposta, che raggiunge il 90%, ben oltre l’ipotesi precedente del 35%.

Un accordo necessario

Il ministro Adolfo Urso ha parlato di un intervento che rappresenta il massimo sforzo possibile da parte dell’esecutivo, sottolineando il lavoro congiunto tra i diversi dicasteri per individuare le coperture necessarie.

Dal mondo industriale è arrivata una valutazione positiva: il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha evidenziato come la soluzione individuata consenta di ristabilire un clima di fiducia tra imprese e istituzioni. Era stato lo stesso Orsini a chiedere il nuovo tavolo di confronto di mercoledì 1 aprile, sottolineando l’urgenza di un intervento immediato sul tema degli esodati 5.0 e ribadendo la necessità di garantire integralmente le risorse pattuite a novembre 2025

Al tavolo, ospitato a Palazzo Piacentini, hanno preso parte anche il ministro per gli Affari europei e il PNRR Tommaso Foti e il viceministro dell’Economia Maurizio Leo, che hanno definito l’esito dell’incontro soddisfacente, evidenziando come le risorse siano state reperite attraverso un riequilibrio delle priorità.

Il confronto si inserisce in un quadro più ampio di ridefinizione delle politiche di sostegno alle imprese, anche alla luce delle nuove esigenze legate al contesto internazionale, con particolare attenzione al tema energetico. Tra le misure in valutazione figura anche la proroga del taglio delle accise sui carburanti, che potrebbe essere estesa fino a fine aprile.

Parallelamente, il governo intende intervenire anche sul comparto agricolo con strumenti di supporto dedicati, mentre resta centrale l’attuazione del piano Transizione 5.0, inclusa la rapida operatività dei decreti attuativi e dell’iperammortamento, atteso dalle imprese per sbloccare nuovi investimenti.

I pareri sull'intesa

"L’esito di questo confronto segna un traguardo fondamentale nel percorso di dialogo tra istituzioni e rappresentanti delle imprese. Ringraziamo, in modo particolare, il ministro Adolfo Urso per la disponibilità dimostrata e il vicepresidente di Confindustria per le Politiche Industriali e il Made in Italy, Marco Nocivelli, il cui ruolo è stato decisivo nel facilitare questa collaborazione.

Il mantenimento degli impegni sul piano Transizione 5.0 è fondamentale per permettere alle nostre aziende di proseguire sulla strada dell’innovazione e della sostenibilità, elementi imprescindibili per la crescita del nostro sistema industriale. Confidiamo, adesso, in una rapida pubblicazione dei decreti attuativi relativi all’Iperammortamento", ha commentato con soddisfazione Pietro Almici, Presidente di Anima Confindustria.

Secondo Urso, all’interno del governo è stata raggiunta "piena sintonia", nonostante le divergenze emerse nei giorni scorsi con il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che aveva difeso la revisione dei fondi per gli “esodati” del 5.0. Per il Tesoro, le risorse dovevano comunque essere destinate alle imprese, ma in funzione di nuove priorità determinate dal conflitto in Medio Oriente, con l’energia in primo piano nel dibattito.

Il ministro Foti ha confermato l’impegno dell’esecutivo a reperire fondi anche per prorogare il taglio delle accise sui carburanti, con una possibile estensione dello sconto di 20 centesimi più Iva fino al 30 aprile, misura che nei primi venti giorni fino al 7 aprile ha comportato un costo di 400 milioni di euro. Il Consiglio dei ministri è previsto per venerdì. Senza rinnovo, il Codacons stima che «il diesel al self sopra i 2,3 euro al litro» potrebbe registrare un nuovo record storico.

Gli aiuti saranno estesi anche al gasolio agricolo: «Interverremo nel prossimo decreto sul settore con un credito d’imposta», ha annunciato il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida.

Il viceministro Leo ha rassicurato le imprese anche sull’iperammortamento: il decreto attuativo sarà approvato celermente e potrebbe entrare in vigore nei primi dieci giorni di maggio, secondo quanto riferito da Orsini, che ha ribadito come «gli imprenditori aspettano per investire: prima si fa, meglio è».

Associazioni soddisfatte ma opposizione scettica

La reazione delle associazioni di categoria è stata in gran parte positiva. Confartigianato ha parlato di "certezza ridata alle imprese", Confesercenti ha apprezzato "lo sforzo", Confapi ha invitato a "andare avanti con il lavoro di squadra", Confcooperative ha definito la soluzione una "risposta tempestiva dopo giorni di tensione molto alta", Legacoop ha parlato di "giusta direzione", Confagricoltura di "risposte positive", mentre Coldiretti ha valutato che il rischio per investimenti già effettuati sia stato evitato.

Positivo anche il giudizio di Federdistribuzione. Confcommercio e Cna hanno sottolineato l’importanza della presenza al tavolo soltanto delle associazioni datoriali veramente rappresentative. Per protesta contro la partecipazione di sigle accusate di concorrenza sleale tramite contratti pirata, alcune delle principali associazioni avevano disertato gli ultimi incontri al ministero. FederlegnoArredo aveva parlato apertamente di "retromarcia del governo".

Nel corso del question time alla Camera, Urso ha difeso il "successo straordinario" del piano, che ha coinvolto 20 mila imprese e vale complessivamente 20 miliardi, considerando anche Transizione 4.0 tra il 2024 e il 2028. "Tutti gli impegni saranno mantenuti", ha assicurato.

L’opposizione ha espresso scetticismo. Il dem Vinicio Peluffo ha accusato il governo di "cambiare le regole a partita in corso, rattoppare sotto la pressione delle proteste e presentarsi in Aula con coperture indefinite". La deputata Cinque Stelle Chiara Appendino ha chiesto le dimissioni di Urso, criticandolo: "Non è un salvatore, ma un sabotatore delle imprese".