Nel corso dell'incontro presentata anche la nuova programmazione delle risorse del Fondo Automotive fino al 2030 per circa 1,6 mld. Tra le proposte delle associazioni target più realistici e maggiore riconoscimento dei biocarburanti.
Bene le modifiche Ue al regolamento emissioni, ma per evitare il collasso del settore automotive serve pieno riconoscimento della neutralità tecnologica, sviluppo dei biocombustibili e risorse significative sulla filiera delle batterie e tutela del Made in Europe. A dirlo è il ministro Adolfo Urso in occasione del recente tavolo automotive del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Nel corso dell'incontro, si legge in una nota del Mimit, è stato presentato il nuovo DPCM che programma le risorse del Fondo Automotive fino al 2030, per un totale di circa 1,6 miliardi di euro, offrendo alle imprese una prospettiva pluriennale destinando il 75% delle risorse all'offerta.
"Abbiamo sottoscritto un'intesa con la Germania sulle modifiche ai regolamenti, sulla politica industriale europea e sulla competitività. Ora dobbiamo ingaggiare anche la Francia per allargare il fronte delle riforme. Servono cambiamenti radicali, non maquillage. Servono subito: il tempo è scaduto", ha dichiarato Urso.
La ripartizione delle risorse
Nel dettaglio, si legge, la quota principale del Fondo Automotive è riservata agli Accordi per l'innovazione, con 750 milioni di euro per ricerca e sviluppo, seguiti dai Contratti di sviluppo per gli investimenti produttivi, con particolare attenzione ai mini-contratti. Sul fronte della domanda, una parte rilevante delle risorse sarà destinata all'ecobonus per i veicoli commerciali leggeri, oltre al sostegno per i veicoli della categoria L, al retrofit, al bonus per le colonnine di ricarica e al noleggio sociale a lungo termine.
A queste misure, spiega il ministero, si affiancano gli interventi previsti dalla legge di bilancio, che mettono a disposizione risorse significative per gli investimenti delle imprese, a partire dal Nuovo Piano Transizione 5.0 e dal rifinanziamento della Nuova Sabatini.
Assogasliquidi: "Bene annuncio su incentivi retrofit a gas per auto circolanti, ora far valere ruolo dei biocarburanti"
A dirsi soddisfatta della ripresa degli incentivi è Assogasliquidi: secondo l'associazione, si tratta di una misura attesa da consumatori e industria di distribuzione e componentistica. L'auspicio, si legge in una nota, è di vederla operativa già dai primi mesi del 2026 con estensione a veicoli euro 3 e a quelli intestati a persone giuridiche.
Inoltre, continua la nota, è ora necessario far prevalere in sede Ue la neutralità tecnologica e il ruolo biocarburanti: i gas liquefatti GPL e GNL sono infatti soluzioni pronte e già in grado di ridurre le emissioni di CO₂ e gli inquinanti locali nel trasporto leggero e pesante.
Sul fronte europeo, l'associazione valuta positivamente l'apertura della Commissione UE sulla revisione del Regolamento CO₂ per i veicoli leggeri, ma ritiene insufficiente l'attuale impostazione, che limita il contributo dei carburanti rinnovabili solo dal 2035 e con quote marginali. Tra le proposte avanzate, target più realistici come la riduzione del 75% delle emissioni al 2035, il riconoscimento immediato dei carburanti RED compliant, l'introduzione del carbon correction factor e di nuova categoria veicoli carbon neutral fuel considerati 0 emission, oltre alla revisione del Regolamento con cadenza biennale.
Per i veicoli pesanti, Assogasliquidi apprezza l'introduzione di maggiori flessibilità nel sistema di banking and borrowing, ma il principio di neutralità tecnologica impone una revisione organica del regolamento comunitario per abilitare biocarburanti e renewable fuels, anche in questo caso tramite l'introduzione del carbon correction factor.
Infine, evidenziata l'urgenza di istituire un Fondo nazionale per lo sviluppo dei gas liquefatti bio e rinnovabili (bioGPL, bioGNL, DME rinnovabile), indispensabile per centrare i nuovi obiettivi fissati dal PNIEC e dalla RED III e garantire al settore trasporti carburanti a sempre minore impatto carbonico.
Unem: "Proposta Ue incompatibile con i principi di neutralità tecnologica"
Nel suo intervento, il presidente Unem Gianni Murano ha evidenziato come sia positiva l'apertura della Commissione UE ai biocarburanti e il superamento del bando totale ai motori endotermici dal 2035. Tuttavia, spiega, i vincoli previsti e il limite del contributo dei biocarburanti al solo 3% rendono di fatto la misura incompatibile con i principi di neutralità tecnologica.
"Un contributo talmente ridotto da risultare incompatibile con la decarbonizzazione reale e con la sopravvivenza della filiera industriale dei motori a combustione interna (ICE). Ciò per la auto significa scendere a livelli medi di emissione di 11,5 gCO2/km e di 17,8 gCO2/km per i van in cui i biocarburanti potranno rispettivamente contribuire al massimo con 3,7 gCO2/km e 5,3 gCO2/km. Su queste basi e stimando al 2035 un mercato europeo di 10 milioni di veicoli, le immatricolazioni di veicoli ICE potranno essere intorno alle 360 mila all'anno, di cui solo 54 mila in Italia. Sicuramente un livello troppo basso per mantenere operative linee produttive e componentistica, con impatti gravi su occupazione, investimenti e competitività della filiera automotive italiana", ha dichiarato Murano.
Al fine di offrire un contributo costruttivo, Unem ritiene necessario riconoscere fin da subito il contributo alla decarbonizzazione dei biocarburanti definiti in linea con la normativa europea RED (Renewable Energy Directive), classificandoli "zero-rated" come nel sistema ETS, introdurre una nuova classe di veicoli a zero emissioni alimentati esclusivamente con Carbon Neutral Fuels (VECNF) e anticipare al 2027 l'utilizzo dei crediti da carburanti rinnovabili.
Inoltre, occorre rivedere la disciplina sui veicoli aziendali che oggi impone target di elettrificazione irrealistici (fino al 95% al 2035), cosa che distorce il mercato e genera dipendenze strutturali, ignorando le reali esigenze operative delle imprese.
Assopetroli-Assoenergia: "Timide aperture, ma servono meno vincoli e vera neutralità tecnologica"
Dello stesso avviso anche Assopetroli-Assoenergia, che ribadisce come i limiti all'utilizzo di biocarburanti e carburanti a basse emissioni rischino di penalizzare filiere industriali operative e sostenibili, riducendo l'efficacia delle politiche climatiche e creando incertezza per gli investimenti.
La problematica, si legge in una nota dell'associazione, si amplifica con la disomogeneità del quadro normativo europeo: mentre la Direttiva RED III e il sistema ETS2 riconoscono il contributo dei carburanti rinnovabili, il Regolamento (UE) 2019/631 considera solo le emissioni allo scarico, creando incoerenze di mercato e minando la pianificazione industriale.
In vista della revisione 2026 del Regolamento UE 2019/631 sugli standard di CO₂ per auto e veicoli leggeri, Assopetroli-Assoenergia propone di adottare criteri di valutazione basati sul ciclo di vita, riconoscere le emissioni nette lungo l'intero ciclo, introdurre strumenti correttivi come il carbon correction factor, incentivare lo sviluppo di veicoli compatibili con carburanti rinnovabili e a basse emissioni e garantire stabilità e coerenza normativa.
L'associazione ha inoltre espresso apprezzamento per l'annuncio del rifinanziamento del fondo dedicato al retrofit delle auto a gas naturale (21 milioni di euro nel prossimo triennio), essenziale per sfruttare da subito il potenziale del biometano in un momento in cui le case costruttrici hanno smesso di produrre auto alimentate a biometano per evitare sanzioni.

