Investimenti aumentati dell'80% grazie alla spinta dei settori tecnologici e dei data center. Tuttavia, secondo l'associazione, il settore necessita di politiche per passare alla diffusione su larga scala.
Nel 2025 quasi 2,2 miliardi di dollari di finanziamento per il settore geotermico di prossima generazione, un aumento dell'80% rispetto all'anno precedente. È quanto rivela un'analisi dell'International Energy Association (IEA) basata su nuovi dati, inclusi dati esclusivi condivisi dalla società Underground Ventures.
Anche il geotermico convenzionale maturo, continua IEA, ha attirato forti investimenti, raggiungendo quasi 5 miliardi di USD nel 2025, mentre i progetti di riscaldamento geotermico, come quelli utilizzati per il teleriscaldamento, hanno ottenuto oltre 11,5 miliardi di USD solo lo scorso anno.

L'importanza delle nuove tecnologie
Con l'aumento della domanda globale di elettricità e la crescente importanza attribuita dai sistemi elettrici a forniture stabili, si legge, la capacità del geotermico di fornire una fonte di energia a basse emissioni e operativa h24 sta attirando una rinnovata attenzione. Tuttavia, le risorse geotermiche convenzionali di facile accesso sono relativamente rare e per lo più limitate a un esiguo numero di aree calde superficiali a livello globale, rappresentando oggi solo l'1% circa della domanda mondiale di elettricità.
Gli sviluppatori di tecnologie geotermiche di prossima generazione, spiega IEA, cercano di superare questi limiti perforando più in profondità e sfruttando il calore di serbatoi difficili da raggiungere: gli operatori possono far circolare il fluido attraverso fratture indotte, tramite i cosiddetti Sistemi Geotermici Migliorati o EGS, o trasferire il calore in superficie attraverso circuiti a ciclo chiuso.

Ciò si sta rivelando particolarmente attraente per l'industria dei data center, il cui consumo globale di elettricità è destinato ad aumentare di oltre il 300% entro la fine di questo decennio: nel 2024, Google e NV Energy hanno firmato un accordo di acquisto di energia per l'elettricità dal progetto Corsac da 115 MW di Fervo, mentre Meta si è impegnata ad acquistare 150 MW da Sage Geosystems a partire dal 2027.
Con continui miglioramenti tecnologici e riduzioni dei costi di progetto, stima l'associazione, il geotermico di prossima generazione potrebbe soddisfare fino al 15% della crescita della domanda globale di elettricità entro il 2050.
Serve supporto politico per passaggio da progetti pilota a diffusione su larga scala
Come illustrato dallo studio, i recenti progressi nel geotermico di prossima generazione sono promettenti e il potenziale che aprono è enorme. Ciononostante, i progetti geotermici su larga scala devono affrontare sfide importanti come rischi di esplorazione, rischi finanziari iniziali e quelli legati all'esecuzione.
In generale, si legge, i progetti di prossima generazione rimangono troppo grandi per i soli venture capitalist e troppo rischiosi per i grandi operatori energetici aziendali consolidati: questa "via di mezzo mancante", nota anche come "la valle della morte tecnologica", è il punto in cui tradizionalmente intervengono i governi.
Fissando obiettivi e tabelle di marcia, portando avanti riforme dei permessi, implementando schemi di mitigazione del rischio e garantendo mercati elettrici che facilitino la vendita diretta di energia, i governi possono infatti aiutare il settore: esempi incoraggianti includono i finanziamenti per R&S del Dipartimento dell'Energia degli USA, la nuova legge tedesca sui permessi accelerati combinata con l'assicurazione contro il rischio di perforazione, e i fondi di mitigazione del rischio in Filippine, Germania e Africa Orientale.
Il prossimo "Geothermal Action Plan" dell'UE, aggiunge l'associazione, è un altro passo positivo per dare al geotermico l'attenzione politica che gli è mancata per lungo tempo, e potrà realizzare il suo pieno potenziale solo coprendo sia le tecnologie convenzionali che quelle di prossima generazione.

