Adottata formalmente la normativa europea sul clima modificata, con un obiettivo vincolante per il 2040: ridurre le emissioni nette di gas serra del 90% rispetto al 1990. La normativa rafforza il percorso verso la neutralità climatica entro il 2050, definendo l'uso limitato di crediti internazionali, nuovi strumenti di compensazione del carbonio e un riesame biennale.
L'innovazione tecnologica sta assumendo un ruolo sempre più centrale nella gestione delle infrastrutture idriche. Sensori intelligenti, sistemi digitali di controllo, modelli predittivi e piattaforme di monitoraggio in tempo reale stanno trasformando il lavoro delle utility.
La proroga a fine giugno 2026 punta a tutelare gli investimenti, salvaguardare le risorse e garantire il completamento delle opere. Rinnovato inoltre il sistema di gestione e controllo (Si.Ge.Co.) per rafforzare il supporto ai soggetti attuatori nell’ultima fase del Piano.
Tra i punti chiave del Libro Bianco 2026 la necessità di investire, anche alla luce dei sempre più frequenti attacchi bellici, fisici e cibernetici, a infrastrutture chiave per il trattamento e la distribuzione. Centrale il nodo della tariffa, che resta tra le più basse in Europa. Articolo a cura di Daniela Marmugi
Il parere unanime del CdR sulla Strategia europea per la resilienza idrica ha sottolineato la necessità di rafforzare prevenzione, risposte e ripresa a livello locale e regionale, invitando a integrare la resilienza fin dalla progettazione nelle politiche urbane e territoriali, ad applicare il principio "chi inquina paga" e a utilizzare tecnologie avanzate per la gestione delle acque.