Dal 29 aprile il GSE invia alle imprese le PEC con la conferma del credito d'imposta per i progetti del Piano Transizione 5.0 ritenuti tecnicamente ammissibili, per un totale di oltre 1,3 mld. Il beneficio, utilizzabile in compensazione entro fine 2026, riguarda investimenti in beni e formazione.
Al via dal 29 aprile l’invio delle PEC da parte del GSE - soggetto gestore della misura per conto del MIMIT - con la conferma del credito d’imposta spettante alle imprese rientrate tra i progetti “tecnicamente ammissibili” del Piano Transizione 5.0, dando attuazione all’intervento introdotto nelle scorse settimane per le imprese rimaste in attesa di definizione.
È quanto condiviso dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine dell’incontro al Mimit con l’associazione degli industriali e degli imprenditori turchi TÜSİAD, il Presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, e il Direttore Generale Maurizio Tarquini.
L’incontro ha rappresentato un momento di confronto sui principali dossier di politica industriale e sulle priorità per il rafforzamento della competitività del sistema produttivo nazionale.
Nel corso dell’incontro è inoltre proseguito il confronto sul percorso di semplificazione avviato dal Governo e dal Mimit in favore delle imprese, a partire dalla riforma dei contratti di sviluppo, con l’obiettivo di ridurre gli oneri burocratici e sostenere gli investimenti, nonché sui temi legati all’energia, con particolare attenzione ai comparti energivori, anche alla luce dell’attuale contesto geopolitico internazionale.
Transizione 5.0, le conferme alle pratiche tecnicamente ammissibili
Come annunciato dal MIMIT in una nota, infatti, dal 29 aprile 2026 le imprese che hanno presentato la comunicazione di completamento degli investimenti ai sensi dell’articolo 38, comma 10, del decreto-legge 2 marzo 2024, n. 19, e che hanno ricevuto dal GSE la comunicazione attestante la conformità tecnica del proprio investimento ai requisiti di ammissibilità previsti dal decreto ministeriale 24 luglio 2024, riceveranno conferma del credito d’imposta spettante, determinato in ottemperanza a quanto disposto dall’art.8 comma 1 del decreto-legge 27 marzo 2026, n.38, come modificato dall’art.1 comma 1, lettera a), numero 1), del decreto-legge 3 aprile 2026, n.42.
La norma – scrive il MIMIT – stabilisce che alle imprese che hanno presentato istanze ritenute tecnicamente ammissibili, nell’ambito del Piano Transizione 5.0, spetta un contributo sotto forma di credito d’imposta, nel limite complessivo di 1.302,3 milioni di euro, pari all’89,77 per cento dell’ammontare del credito d’imposta spettante con riferimento ai soli investimenti in beni materiali e immateriali di cui agli allegati A e B alla legge 11 dicembre 2016, n. 232, e alle spese per la formazione del personale.
Utilizzo del credito e obblighi dei beneficiari
Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, tramite modello F24, entro il 31 dicembre 2026, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, utilizzando il codice tributo 7079 denominato “Credito d’imposta – Articolo 8 del decreto-legge 27 marzo 2026, n. 38”.
Le imprese destinatarie sono tenute a comunicare tempestivamente al GSE eventuali variazioni societarie o la perdita dei requisiti nei cinque anni successivi, conservare tutta la documentazione utile ai controlli (come certificazioni, fatture e perizie) e segnalare eventuali cessioni dei beni agevolati, cambi di destinazione o mancato riscatto in caso di leasing.

