Transizione, Eni: nel 2025 utile e rinnovabili in crescita con 5,8 GW installati 

09 mar 2026
L'evoluzione verso un modello energetico a basse emissioni accelera grazie a investimenti mirati in biocarburanti, CCUS e GNL e a nuove partnership strategiche in mercati ad alta crescita.

Utile netto a 1,20 miliardi di euro, in crescita del 35% rispetto all'anno precedente, e una capacità installata da fonti rinnovabili pari a 5,8 GW, principalmente grazie allo sviluppo dei progetti in Spagna, Regno Unito, Italia e Kazakhstan, e alle acquisizioni in Francia e Stati Uniti. Sono i principali risultati approvati dal Consiglio di amministrazione di Eni per il quarto trimestre dell'esercizio 2025

L'azienda, si legge in una nota, ha compiuto importanti passi per il consolidamento della sua presenza nei mercati a forte crescita: di particolare rilievo l'accordo siglato con Petronas per il lancio di una joint venture in Indonesia e Malesia e la decisione d'investimento per il progetto Argentina LNG, in collaborazione con YPF e XRG, destinata a valorizzare le risorse di gas naturale del Paese. 

"Stiamo finalizzando la nostra business combination con Petronas focalizzata sul mercato GNL in Indonesia e Malesia. I nostri business della transizione, Enilive e Plenitude, hanno generato crescita e valore rilevanti, contribuendo a diversificare ulteriormente e consolidare i risultati del Gruppo", ha commentato Claudio Descalzi, AD di Eni

Transizione, i traguardi delle controllate

Nella nota, l'azienda sottolinea i progressi significativi nelle attività della transizione energetica attraverso le proprie controllate: nel 2025, Plenitude ha consolidato il proprio ruolo grazie all'acquisizione delle attività di Neoen in Francia, mentre l'integrazione in corso di Acea Energia sta permettendo alla società di ampliare significativamente la propria base clienti. 

Questi traguardi operativi, continua la nota, si riflettono in una valutazione di mercato di rilievo, confermata dall'investimento strategico del fondo Ares, che ha acquisito una quota del 20% in Plenitude con un apporto di 2 miliardi di euro, fornendo nuove risorse per sostenere gli obiettivi di crescita futura. 

Parallelamente, si legge, Eni sta portando avanti l'esecuzione di un solido portafoglio di progetti nel settore dei biocarburanti attraverso Enilive: l'obiettivo strategico è triplicare la capacità produttiva entro il 2030, rispondendo alla crescente domanda di soluzioni per la mobilità sostenibile e i trasporti 'hard-to-abate'. 

Questo impegno nell'abbattimento delle emissioni, spiega l'azienda, trova un ulteriore pilastro nella creazione di una joint venture dedicata con il fondo GIP (Global Infrastructure Partners), focalizzata sulle attività di Carbon Capture and Storage (CCS), che punta a valorizzare le competenze tecnologiche di Eni nel sequestro della CO2, trasformandole in un business infrastrutturale di scala internazionale.