Il nuovo decreto sposta la scadenza per le comunicazioni degli investimenti ultimati nel 2025, agevolando la chiusura delle pendenze residue e favorendo il passaggio definitivo verso il Piano 5.0.
Il Piano mira a mitigare i danni connessi alla siccità e a potenziare le infrastrutture idriche. Si articola in 418 opere, tra invasi, derivazioni, adduzioni e acquedotti, per un fabbisogno totale di circa 12 miliardi di euro.
Le nuove norme introducono per la prima volta un controllo sistematico a livello unionale, con obblighi di comunicazione alla Commissione e l'adozione di interventi correttivi in caso di superamento dei valori limite, rafforzando la tutela della salute pubblica e la protezione delle fonti idriche.
L'annuncio del Pacchetto Omnibus da parte della Commissione Europea, che promette semplificazioni, ha aperto un dibattito sul futuro dell'efficacia complessiva della strategia sulla finanza sostenibile, di cui questo strumento fa parte.