Il governo italiano spinge per una sospensione temporanea del sistema europeo delle quote di emissione. Undici Stati membri chiedono una riforma per contenere i costi energetici e tutelare l'industria energivora. Il dibattito si intensifica in vista del Consiglio europeo del 19-20 marzo. Articolo di Monica Dall'Olio
Bolognese, 56 anni, ingegnere civile, già direttore dell'Area Pianificazione Territoriale della Città Metropolitana di Bologna. A nominarlo la Presidenza del Consiglio dei Ministri su proposta del MASE.
A Bruxelles, durante la riunione dei Paesi "Friends of Industry", il ministro Urso ha chiesto la sospensione del sistema ETS. Nel mirino i parametri sulle emissioni, i meccanismi di assegnazione delle quote e il rinvio della loro graduale eliminazione gratuita. Sollecitato anche un meccanismo stabile di sostegno alle imprese esportatrici e un pieno allineamento tra ETS e CBAM.
Chiesta, nel position paper sul Pacchetto Automotive della Commissione UE, l'introduzione di una nuova categoria di veicoli alimentati esclusivamente con carburanti a zero emissioni di CO2 e il rafforzamento del meccanismo dei crediti carburante. Le attuali proposte limiterebbero eccessivamente il contributo dei carburanti rinnovabili, frenando opportunità industriali e climatiche.