Nonostante i progressi per inquinamento atmosferico, uso di pesticidi e plastica, servono maggiori investimenti per contrastare criticità persistenti come l'inquinamento idrico (in particolare da PFAS) e acustico.
Il documento definisce strategia e azioni per diminuire l'impronta carbonica delle operazioni aziendali. Chiave portante il passaggio da gas a elettricità quale fonte energetica principale degli impianti di riscaldamento.
Il nuovo decreto sposta la scadenza per le comunicazioni degli investimenti ultimati nel 2025, agevolando la chiusura delle pendenze residue e favorendo il passaggio definitivo verso il Piano 5.0.
Il Piano mira a mitigare i danni connessi alla siccità e a potenziare le infrastrutture idriche. Si articola in 418 opere, tra invasi, derivazioni, adduzioni e acquedotti, per un fabbisogno totale di circa 12 miliardi di euro.