Il Piano mira a mitigare i danni connessi alla siccità e a potenziare le infrastrutture idriche. Si articola in 418 opere, tra invasi, derivazioni, adduzioni e acquedotti, per un fabbisogno totale di circa 12 miliardi di euro.
I fondi saranno utilizzati per interventi mirati alla riduzione delle perdite, all'adeguamento del sistema fognario, alla riduzione delle interruzioni del servizio, al potenziamento dell'alimentazione della rete e all'efficientamento della depurazione.
Sviluppo, rigenerazione delle risorse, neutralità carbonica, resilienza e creazione di valore condiviso. Gli investimenti fanno leva anche su innovazione e digitalizzazione.
L'operazione, che rientra nell'ambito della collaborazione già avviata con l'azienda azera, punta all'ottimizzazione del portafoglio upstream, anticipando la valorizzazione delle scoperte esplorative attraverso la riduzione delle partecipazioni.
I progetti si stanno spostando verso comparti come cemento, generazione elettrica e trasformazione carburanti, mentre la destinazione è orientata allo stoccaggio dedicato. Chiesa: “Restano incertezze regolatorie e carenza di meccanismi di supporto".