Il blocco, aggiudicato nell'ambito del round di licenze 2025 indetto dalla National Oil Corporation, sarà operato da Repsol (40%), con TPAO (40%) e MOL (20%) come partner. Si estende per oltre 10.300 km2 in acque profonde superiori a 1.500 metri ed è situato a circa 140 km a nord-ovest di Bengasi.
L'infrastruttura sarà utilizzata per prevenzione e monitoraggio dell'instabilità idrogeologica, gestione delle emergenze, agricoltura della precisione, monitoraggio dell'inquinamento marino e litorale, individuazione degli illeciti ambientali e monitoraggio degli incendi.
Il blocco presenta rilevanti potenzialità esplorative, con ampie porzioni ancora senza copertura sismica 3D che potrebbero ospitare ulteriori accumuli. L'area presenta inoltre diverse evidenze di idrocarburi, tra cui scoperte di petrolio e gas non ancora sviluppate.
I fornitori di luce e gas si trovano a dover conciliare digitalizzazione e sostenibilità del servizio offerto. Cresce l'attenzione del pubblico verso le CER: l'81% potrebbe valutarne l'adesione.
All'Aurum di Pescara confronto sulla riforma del sistema idrico abruzzese: focus su superamento delle criticità gestionali, nuovi modelli più efficienti, riduzione dei costi e collaborazione istituzionale.