Il progetto, finanziato dal PRIN PNRR e coordinato dal POLITO, ha analizzato il potenziale di tecnologie ibride basate sull'integrazione di celle a combustibile a ossidi solidi (SOFC) e motori a combustione interna (ICE) per la riduzione delle emissioni nel settore marittimo. Evidenziati benefici ambientali e una competitività economica crescente delle soluzioni SOFC-ICE.
Secondo un nuovo studio, queste tecnologie possono ridurre significativamente la quantità di infrastrutture eoliche, solari e di stoccaggio necessarie e la necessità di altre fonti costanti come carbone e nucleare.
L'approccio si basa principalmente sull'adozione della tecnologia degli scambiatori di pressione, che consentono di convertire la pressione generata in energia riutilizzabile, in un settore noto per l'elevato consumo energetico.
La tecnologia si basa su una membrana polimerica avanzata capace di trasformare acque salate in riserve potabili a pressione ambiente e con bassi consumi energetici.